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SISTEMI TERRITORIALI DI SVILUPPO NEL PSR CAMPANIA

Il Consiglio Regionale della Campania, con l’approvazione della Legge Regionale del 16 settembre 2008, adotta il Piano Territoriale Regionale (PTR). Nel documento di Piano, (…) al fine di ridurre le condizioni d’incertezza, in termini di conoscenza e interpretazione del territorio per le azioni dei diversi operatori istituzionali e non, (…) sono riportati cinque Quadri Territoriali di Riferimento:

1° ) Il Quadro delle reti;

2°) Il Quadro degli ambienti insediativi;

3°) Il Quadro dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS);

4°) Il Quadro dei campi territoriali complessi (CTC) ;

5°) Il Quadro delle modalità per la cooperazione istituzionale e delle raccomandazioni per lo svolgimento di “buone pratiche”.

La zonizzazione del PSR Campania tiene conto delle indicazioni contenute nel PTR e, in particolare, del terzo Quadro Territoriale di Riferimento che individua, in Campania, 45 Sistemi Territoriali di Sviluppo omogenei. I Sistemi sono aggregati secondo le seguenti dominanti:

A  Sistemi a dominante naturalistica  

B Sistemi a dominante rurale – culturale  

C  Sistemi a dominante rurale manifatturiera   

D  Sistemi urbani  

E  Sistemi a dominante urbano-industriale

F  Sistemi costieri a dominante paesistico ambientale culturale

La Regione Campania applica l’approccio Leader solo su una parte del territorio regionale. La delimitazione dell’area ammissibile è stata effettuata tenendo conto delle indicazioni della Commissione contenute nel Regolamento CE 1974/06, nonché degli indirizzi contenuti nel Piano di Sviluppo Nazionale (PSN).

In particolare la scelta è stata compiuta tenendo conto dei seguenti criteri: esclusione delle aree rientranti nella macroarea A (aree urbanizzate); esclusione delle aree rientranti nella tipologia B (aree rurali ad agricoltura intensiva e con filiera produttiva integrata); esclusione dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) che comprendono comuni capoluogo di Provincia; presenza di evidenti elementi di ruralità o semi-ruralità; prevalente presenza di aree svantaggiate ai sensi della Direttiva 278/75/CEE; prevalente presenza di aree montane. Saranno pertanto considerati ammissibili, all’applicazione dell’approccio Leader, solo quei STS che rientrano nell’ambito delle macroaree rurali o semi-rurali, il cui territorio è prevalentemente montano e svantaggiato.

C. Aree con specializzazione agricola ed agroalimentare e processi di riqualificazione dell’offerta (fatta eccezione per i STS in cui ricadono i comuni capoluogo di provincia);

D1. Aree a forte valenza paesaggistico-naturalistica, con potenzialità di sviluppo integrato;

D2. Aree caratterizzate da ritardo di sviluppo, particolarmente sensibili agli effetti della riforma della PAC.

La delimitazione del territorio di riferimento e di operatività di ciascun partenariato rappresenta la prima condizione ai fini del relativo riconoscimento del GAL.

- Sistema Urbano Napoli

- Area Urbana di Salerno

- E2 – Napoli Nord

- F3 – Miglio d’Oro – Torrese Stabiese

- C4 – Valle Irno

- C5 – Agro Nocerino Sarnese

- C7 – Comuni vesuviani

- C8 – Area giulianese

- D1 – Sistema Urbano Benevento

- D2 – Sistema Urbano Avellino

- D4 – S. U. Caserta e Antica Capua

- E1 – Napoli Nord-est

- E3 – Nolano

- E4 – Sistema Aversano

- F4 – Penisola Sorrentina

- F5 – Isole minori

- F7 – Penisola Amalfitana

- F2 – Area Flegrea

- A1 – Alburni

- A10 – Matese

- A11 – Monte Santa Croce

- A2 – Alto Calore

- A3 – Alento Monte Stella

- A4 – Gelbison Cervati

- A5 – Lambro e Mingardo

- A6 – Bussento

- B1 – Vallo di Diano

- B2 – Antica Volcej

- C6 – Pianura interna casertana

- F1 – Litorale Domitio

- F6 – Magna Grecia

- F8 – Piana del Sele

- A12 – Terminio Cervialto

- A7 – Monti Picentini

- A8 – Partenio

- A9 – Taburno

- B6 – Titerno

- B7 – Monte Maggiore

- B8 – Alto Clanio

- C3 – Solofrana

- B3 – Pietrelcina

- B4 – Valle dell’Ufita

- B5 – Alto Tammaro

- C1 – Alta Irpinia

- C2 – Fortore

Le basi del metodo adottato per la delimitazione degli STS sono fondate sull’analisi dei:

a)   Programmi di sviluppo

Avviati dalle comunità territoriali locali negli ultimi dieci anni attraverso processi di auto aggregazione e di progettazione territoriale attuale nell’ambito dei numerosi programmi previsti dalle norme sulla programmazione negoziata e di altre programmazioni e procedimenti che consentivano una forte autonomia degli enti locali e dei partenariati socio economici nella definizione degli ambiti di programma e nella identificazione dei contenuti programmatici e strategici.In particolare sono stati quindi analizzati:

- Patti Territoriali nazionali e comunitari;

- Contratti d’Area;

- Gruppi di Azione Locale (GAL);

- Progetti Integrati del POR Campania.

b)   Piani urbanistici e piani e programmi di sviluppo socio economico

Anche questi piani spesso hanno avuto fasi di concertazione ed ascolto del territorio.

In particolare sono stati analizzati:

- Preliminari o Piani territoriali di coordinamento (PTC)

- Piani di Sviluppo Socio Economico (PSSE)

- Programmi di Recupero Urbano per lo Sviluppo Sostenibile dei Territori (PRUSST)

c)   Processi di identificazione degli ambiti delle aree naturali protette nazionali e regionali

In particolare sono state analizzate le perimetrazione e i processi di formazione dei:

- Parchi naturali nazionali

- Parchi naturali regionali

d)    Comunità Montane

e)   Distretti Industriali

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