“Calitri sponzata”

Foto di una comunità

Parco Letterario® Francesco De Sanctis

Il Parco Letterario® Francesco De Sanctis, che il GAL CILSI ha voluto rivitalizzare dopo l’importante esperienza degli anni 1999-2001, non poteva non condividere il progetto del “CalitriSponzfest” ideato e diretto da Vinicio Capossela e perciò realizzare la mostra fotografica, che sarà presentata durante l’evento, dedicata agli “sposalizi” di una comunità, che, attraverso fotografie scattate tra gli anni ’20 e ’60 del secolo scorso, si racconta e racconta una storia, tante storie, una civiltà.

Infatti, nel nome di Francesco De Sanctis e in coerenza con l’attenzione desanctisiana anche per la cultura popolare (ad esempio, per il dialetto), il Parco intende promuovere le arti e le scienze, le culture in tutte le sue forme, che si intrecciano in questa parte dell’Irpinia, che volge ad Oriente. Anche la cultura popolare, che è vera cultura, è oggetto privilegiato delle nostre attenzioni. D’altra parte, attraverso fotografie d’epoca, attraverso le riflessioni poetiche di Alfonso Nannariello, rivive un mondo, che non era molto diverso da quello rievocato da Francesco De Sanctis nelle pagine iniziali de La giovinezza: gesti semplici, passioni forti, sapori genuini e inconfondibili, gioia della festa ... Allora, non c’era differenza tra sacro e profano, perché erano un tutt’uno. Da ciò, il fascino della mostra, che racconta la gioia semplice e l’ebbrezza della festa, del pranzo, del vino, del canto, del ballo: in una parola, le “sponzate”.

Tra l’altro, il Parco letterario, proprio perché rifiuta l’idea di cultura come “accademia” ancora nel nome del grande intellettuale nativo di Morra, è molto attento allo studio dei riti e dei miti della civiltà contadina, al recupero della tradizione musicale - già da anni compiuta in modo mirabile da Vinicio Capossela -, alla riscoperta della cucina tradizionale, ad esempio ai famosi “maccheroni di zita”, le “cannazze” protagoniste delle feste calitrane. E non a caso il GAL CILSI ha inteso accompagnare i prodotti della varietà di grano duro “Senatore Cappelli” (Consorzio FAI) con poesie di autori irpini sul tema della terra. In particolare, si è voluto specificare che la pasta prodotta proviene “dal grano della terra di Francesco De Sanctis”, a voler identificare i luoghi desanctisiani con le produzioni di pregio del territorio.

Poesia, musica, letteratura, canto, ballo, tradizioni enogastronomiche, prodotti locali di pregio, lingue sono un tutt’uno di un mondo, di un’identità, che noi ci prefiggiamo di riportare al centro di un progetto di sviluppo sostenibile nel rispetto della Madre Terra.