20 Maggio 2012 - Ottopagine - Presentano il nuovo Parco Letterario
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20/05/2012 - CHRISTIAN MASIELLO - Versione PDF

PRESENTATO IL NUOVO PARCO LETTERARIO. Così l’ex ministro dell’Istruzione

"Finito il sogno industria"
Bianco: il futuro è rurale

COLTIVARE LE IDEE. Il suo monito: «Dare spazio agli eccellenti»
Obiettivo: nel nome di De Sanctis un piano strategico ecologico

Al ‘Gesualdo’ il Cilsi ha illustrato la seconda edizione.
Con i saluti del sindaco Galasso e degli amministratori locali

«Torniamo a guardare finalmente allo sviluppo rurale e ambientale come prospettiva prioritaria, dopo l’ubricatura del modello industriale, che aveva preso ad un certo punto anche me...». Con queste parole un soddisfatto Gerardo Bianco, già segretario e presidente del Partito Popolare Italiano, alla guida del quale è stato co-fondatore dell’Ulivo, ha commentato il lancio della seconda edizione del Parco Letterario Francesco De Sanctis, presentato ieri pomeriggio ad Avellino.

Mentre gli effetti della crisi internazionale (...la storia tra qualche anno dirà se è invece a ‘causa della progressiva e radicale finanziarizzazione dell’economia italiana dopo il 1992’...) stanno riducendo la forza industriale della provincia di Avellino, il progetto del Gal Cilsi punta a mettere al centro dell’economia la cultura dell’ambiente e del territorio. Il ‘Parco letterario’, che porta il nome di uno dei più noti intellettuali e politici irpini nel mondo Francesco De Sanctis, nella nuova versione elaborata dalla struttura di Pelullo e Salzarulo punta a collegare idee, territorio, paesaggio e peculiarità rurali in un modello di sviluppo, potenzialmente in grado di rilanciare l’economia dell’Irpinia post-industriale.
Coinvolgendo la scuola, promuovendo laboratori, interessando intellettuali, capitalizzando la vicenda storica che in queste terre attraverso la figura del De Sanctis si lega indissolubilmente a quella di un’Italia saldata politicamente ed economicamente dalla sua millenaria cultura, si punta a fornire all’economia il luogo fisico, sociale e politico sul quale investire, il territorio. Il ‘Parco’ trova spazio nel Piano di sviluppo locale Terre d’Irpinia, un programma ecologico che punta ad aggregare idee e iniziative imprenditoriali intorno all’obiettivo della valorizzazione ambientale dell’Alta Irpinia oggi, dell’intera provincia domani. L’iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio presso la la sala stampa del Teatro ‘Carlo Gesualdo’ ad Avellino dall’ex ministro dell’Istruzione Gerardo Bianco, quindi dal presidente del Gal Agostino Pelullo, dal direttore Mario Salzarulo, e dai rappresentanti dei sette Comuni protagonisti del precedente progetto (Andretta, Bisaccia, Lacedonia, Calitri, Guardia Lombardi, Sant’Angelo e Morra De Sanctis), cui si sono aggiunti la dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Criscuoli’ Rosanna Repole e l’ex sindaco di Avellino Enzo Venezia, presente in rappresentanza del Pd irpino. A far gli onori di casa il sindaco della città Giuseppe Galasso e il presidente dell’Istituzione Teatro Carlo Gesualdo Luca Cipriano. Per Gerardo Bianco, che ha tratto le conclusioni, «continuare sulla scia della prima edizione rappresenta un merito per chi oggi propone un percorso ancora più ambizioso». Tuttavia, Bianco, che oggi vede nell’ambiente, nei prodotti tipici e nell’identità di questo conprensorio il petrolio dello sviluppo futuro, ha raccomandato al Cilsi e agli amministratori locali di tenere aperta la porta della collaborazione intellettuale.
«Al di là dell’invidia culturale che ha spesso condizionato lo sviluppo delle idee e delle iniziative meridionali, il Parco deve accogliere le eccellenze e i contributi degli intellettuali, aiutando a correggere i difetti che l’intellettualità sconta invariabilmente ». Per l’esponente di Italia Popolare il punto di forza del nuovo progetto è il ruolo centrale attribuito alla scuola. Altro invito rivolto ai promotori concerne l’universalità.
«Nel nome del poliedrico De Sanctis, che rimpiangeva a Zurigo i maccheroni irpini pur fiero di testimoniare la nostra cultura all’estero, si può lanciare un nuovo ruralismo in luogo del superato industrialismo, a patto di fondarlo sulle forze reali e vive della società civile...».