17 Maggio 2012 - Ottopagine - Riecco il "Parco De Sanctis"
User Rating: / 0
PoorBest 

 
17/05/2012 - Elisa Forte - Versione PDF

Riecco il "Parco De Sanctis"

LA CULTURA COME VOLANO DI SVILUPPO. Sabato ci sarà la presentazione

"Dal viaggio elettorale all'identità storica di una comunità"
Ad Avellino un progetto altirpino che punta a coinvolgere la provincia

Gli otto sindaci "scommettono" sulla seconda edizione del progetto

Rinasce il parco letterario Francesco De Sanctis. Dopo undici anni, il Gal Cilsi di Lioni promuove la rivitalizzazione del distretto culturale dell’Alta Irpinia, avvalendosi della collaborazione delle amministrazioni comunali già coinvolte nel precedente progetto, di associazioni culturali e delle pro loco. Promotore dell’intervento messo in campo attraverso i fondi del Piano di Sviluppo Locale, l’ex Ministro dell’Istruzione Gerardo Bianco, invitato a presentare il progetto alla conferenza stampa indetta dal Gal sabato.

Presso la sala stampa del Teatro ‘Carlo Gesualdo’ ad Avellino si terrà la presentazione del progetto elaborato dal consorzio non casualmente. L’idea dei promotori è sviluppare su scala provinciale, con l’ampliamento della rosa dei Comuni coinvolti, a partire dal Comune di Avellino e dalla Provincia, la base della partecipazione per poi coprire l’intero territorio. Al tavolo dei relatori della conferenza stampa, oltre a Bianco, il presidente del Gal Agostino Pelullo, il direttore Mario Salzarulo, e i rappresentanti dei sette Comuni protagonisti del precedente progetto. Arenato il percorso avviato nel 1999, quando fu fondato il Parco Letterario dedicato alla figura del critico letterario originario di Morra De Sanctis, il Gal di Lioni promuove un nuovo investimento a distanza di undici anni, e tenta di rilanciare nuove opportunità di sviluppo collegate al turistismo culturale attraverso le iniziative programmate. I comuni di Andretta, Bisaccia, Lacedonia, Calitri, Guardia Lombardi, Sant’Angelo e Morra De Sanctis immaginano un nuovo “Un viaggio elettorale” per l’Alta Irpinia, che grazie a una rete di collaborazioni, punta a riscattare un esperimento che ha prodotto poche e deboli tracce. Il Parco avrebbe dovuto disegnare uno sviluppo sostenibile, volto a favorire il decollo dell’economia locale, attraverso la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, che se correttamente utilizzati avrebbero potuto divenire risorsa economica.
Oltre a sporadiche tabelle in memoria del progetto sparse nei diversi comuni però, della precedente esperienza oggi rimane ben poco: il caffè letterario a Bisaccia e a Guardia Lombardi il museo della civiltà contadina, la pubblicazione di una raccolta di tutti i lavori presentati dai docenti in occasione del Certame di Sant’Angelo dei Lombardi e i lavori della casa natia del De Sanctis a Morra; ma nessuna eco prodotta negli anni. “Il Parco riparte a distanza di tanti anni per questioni legate ai finanziamenti, ma il progetto messo in campo dal Gal Cilsi intende rilanciare lo spirito dell’iniziativa per consentire l’autonomia dello strumento da ogni tipo di finanziamento esterno”, spiega il presidente del consorzio Agostino Pelullo. “La sfida è quella di creare impresa intorno alle iniziative culturali, e la sfida che abbiamo lanciato non è semplice, anche se confidiamo nella partecipazione e nel coinvolgimento dei giovani nelle realtà locali”. In attesa di conoscere i dettagli nel corso della conferenza stampa, il sindaco di Morra De Sanctis, Gerardo Capozza conferma la sfida lanciata dai Comuni per riaccendere in Alta Irpinia il faro della cultura come volano.
“Si tratta di un progetto ambizioso, che vede il coinvolgimento diretto anche di associazioni internazionali, teso a costruire uno strumento permanente sul territorio”. L’evento promosso a Morra sulla figura del De Sanctis in occasione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia ha catturato l’attenzione dei più illustri critici letterari di tutto il mondo, segno evidente che le risorse culturali del comprensorio rappresentano un potenziale inespresso. “Intorno alla cultura si può creare impresa, e questo progetto intende patrimonializzare le risorse, coinvolgere un numero sempre maggiore di partners e riprendere l’attività culturale”.