26 Marzo 2012 - Ottopagine - La sfida del CILSI Bisaccia. Il 31 primo laboratorio rurale
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26/03/2012 - Christian Masiello - Versione PDF

Sviluppo Ambiente

Il progetto ‘Francesco De Sanctis’ riparte.
Convegno ‘Terra scritta’ alle sorgenti Serroni

LA SFIDA DEL CILSI A BISACCIA. Il 31 primo laboratorio rurale

«Energia e risorse naturali rilanceranno l’Altirpinia»

PARCO LETTERARIO E RINNOVABILI. Il Gal presenta la sua strategia Sabato lezione del geografo Farinelli accanto allo scrittore Arminio

Può definirsi un programma strategico dell’ambiente il ‘Piano di sviluppo locale’ che il Gal Cilsi sta promuovendo nel comprensorio dell’Alta Irpinia. Sabato prossimo a Bisaccia, proprio mentre prende forma nei consigli comunali il consorzio energetico, si metterà a fuoco il secondo pilastro della strategia di rilancio economico disegnata dal Psl, il laboratorio rurale. La lezione di un luminare della geografia italiana ne svelerà la concezione.

Sarà Franco Farinelli, cattedratico italiano che ha insegnato geografia alle università di Ginevra, Los Angeles, Berkeley e alla Sorbona di Parigi, oggi docente all’Università di Bologna, a trovare le parole giuste per inquadrare il necessario protagonismo delle zone interne sulla scena della competizione economica globalizzata, il cosiddetto processo di integrazione europea. Accanto allo scrittore Franco Arminio, curatore del primo laboratorio rurale, Farinelli ribalterà i concetti di centro e periferia, cardini dello sviluppo industriale nel ‘900, indicando nell’ambiente (acqua, sole, vento, flora, fauna, paesaggio, sedimentazioni insediative, suoli) la ‘materia prima’ dello sviluppo oggigiorno. Come in una sfera, lo sviluppo non conosce un punto più centrale o periferico di altri, si afferma in premessa. Sul mercato globalizzato non contano latitudine e longitudine, ma sono le peculiarità dei luoghi a prevalere in una competizione che non consente posizioni privilegiate o rendite di tradizione. La concezione geografica dell’economia in questa fase storica supera lo steccato della mappa geografica, ridisegnando i territori oltre i confini politico-amministrativi e giuridici. Sono i fiumi, piuttosto che il micro-clima, a rappresentare la ricchezza da cui partire per creare sviluppo e lavoro, così come duemila anni fa determinavano l’ubicazione degli insediamenti umani. Nell’Alta Irpinia che rappresenta la cassaforte idrica del Mezzogiorno, dal paesaggio suggestivo e incantevole, spazzato dal vento e illuminato da un caldo sole meridionale, generosa con i suoi abitanti e visitatori con i suoi formaggi, il latte, il vino,frutta e carni, c’è anche la cultura ad armare la sfida di questo territorio sui mercati. Ecco perché tra gli interventi previsti dal Piano di Sviluppo Locale, il “Parco Letterario Francesco De Sanctis” diventa il perno di una nuova strategia. Il viaggio elettorale di Francesco De Sanctis lungo Rocchetta Sant’Antonio, Lacedonia, Bisaccia, Calitri, Andretta, Guardia dei Lombardi, Morra De Sanctis e Sant’Angelo dei Lombardi, vede queste amministrazioni pronte a sostenere dieci anni dopo la prima fase, una riproposizione del progetto. E mentre va avanti la costituzione del Corit, il consorzio energetico da fonti rinnovabili che punta ad abbattere i costi di produzione nel comprensorio, il Cilsi completa il suo disegno sullo sviluppo rurale e ambientale della zona.