UN'ALTRA IDEA DI COMUNICAZIONE

Da questo humus nasce un’idea altra di comuni­cazione del territorio - con riferimento specifico alle aree rurali distanti dai grandi circuiti turisti­ci - informata da una sensibilità diversa, adatta a raccontare il territorio facendo ricorso a nuove logiche e linguaggi, ad aprire scenari poco esplo­rati per l’attuazione concreta di forme alternati­ve di promozione del territorio rurale, veicolate attraverso la selezione dei destinatari del mes­saggio, specificamente rivolto ad un target ben delimitato e contraddistinto da una serie di ele­menti conciliabili con la creazione di flussi turi­stici limitati e validi sotto il profilo economico. In questo contesto, nel quale ogni territorio è chiamato a mediare le proprie caratteristiche con un sistema culturale e di valori di derivazione disparata, diventa necessario “dotarsi di un preciso carattere (quello che nel marketing equi­vale alla vision di una marca) in un preciso siste­ma di relazioni che lo colleghino a quei segmen­ti di cittadini/consumatori potenziali il cui siste­ma valoriale è in tutto o in parte omologo a quel­lo espresso dal territorio appunto.” (D. Pitteri). Essere competitivi oggi, significa essere capaci di convertire la tradizionale bipartizione tra pro­duttore e consumatore in una sorta di rapporto dialettico tra due agenti posti sullo stesso piano, attraverso l’acquisizione di una conoscenza alla quale ancorare il potenziamento della propria identità e la capacità di relazionarsi ed operare ad un livello culturalmente elevato.

Il tentativo di promuovere il territorio rurale ado­perando canali non convenzionali e puntando specificamente a target peculiari “off” rispetto ai canali tradizionali ha caratterizzato in questi ultimi anni il lavoro certosino e capillare di organismi come il GAL CILSI (uno dei soci fondatori dell’ATI Verde Irpinia), che ha costituito nell’am­bito dell’Iniziativa Comunitaria Leader+ la film commission MediaTerre e la rete di creativi, a testimonianza che “fare rete” con le forze crea­tive del territorio nel quale si opera, tessendo pazientemente un reticolo informale di relazioni, è passaggio obbligato e strumento essenziale per la realizzazione di progetti sperimentali che, pur partendo dal territorio stesso nel quale hanno significative ricadute, si aprano ad una dimen­sione sovraterritoriale caratterizzata in senso qualitativo: conoscere il territorio, interno ed esterno al proprio agire, offre una migliore e mul­tiforme possibilità di fare sviluppo.

È proprio da una rete attivata da A.G.I.Re. – MediaTerre, attraverso il coinvolgimento dell'agenzia caudina di marketing territoriale Ufficio Bifolco, il festival di new arts Interferenze ed altre realtà del territorio irpino legate alla produzione musicale come Soundabbast e Q-Zone Studio, che ha preso forma il progetto Mediater­rae Vol.1, nel quale diciotto tra musicisti e arti­sti video legati alla scena contemporanea delle arti digitali e di diversa provenienza (Canada, USA, Germania, Ucraina, Romania, Svezia, Ita­lia) si sono confrontati con le tradizioni e le suggestioni dell’Irpinia, in un progetto di docu­mentazione audiovisiva del patrimonio cultura­le e ambientale di un intero territorio, tra natu­ra e tecnologia, tradizione e avanguardia, pas­sato e futuro.

Un’immersione nel paesaggio culturale dell’Irpi­nia, regione ubicata nel cuore profondo del meridione d’Italia ed abitata da paesaggi astrat­ti e sconfinati, campanili, torri, stradine strette e silenziose, profondamente segnata dai muta­menti architettonici ed urbanistici del post-ter­remoto del 1980, luogo di un metabolismo sto­rico lento e quasi solenne nei propri rituali ancestrali, proprio come il Carnevale del piccolo centro di Montemarano, il borgo della carat­teristica tarantella.