IRPINIA FILM COMMISSION

Da Napoli alla Costiera Amalfitana, da Caserta al Cilento, da Benevento all’Alta Irpinia, le nuove parole d’ordine sono location e film commission. Due termini inglesi altisonanti che tuttavia evo­cano una realtà concreta: la disponibilità di numerosi centri storici ed aree naturalistiche nelle province della Campania, ideali per ambientarvi film storici o in costume, “corti” e documentari. E mentre a Napoli la Film Commis­sion regionale si è ormai consolidata, già due anni orsono al Festival di Cannes (e quest’anno a Venezia) si è presentata anche una delegazio­ne della Provincia di Benevento, guidata dal pre­sidente Carmine Nardone, per promuovere il territorio del Sannio come location di rilievo inter­nazionale.

E in Irpinia? Un’attenzione diffusa per il binomio cinema-turismo, ma in un’ottica di programma­zione debole e di interventi effimeri e “a piog­gia”. Un progetto concreto e interessante per la promozione del territorio è la creazione di una Film Commission ad opera del GAL CILSI (Alta Irpinia). Si tratta di una rete istituzionale costi­tuita nell’ambito del PSL LEADER plus Campa­nia e attivata da A.G.I.Re. (Agenzia per la Gestione e l’Implementazione di Reti), per la promozione delle risorse ambientali, storiche, culturali ed artistiche dell’Alta Irpinia.

Oltre ad offrire un servizio di consulenza ed assi­stenza tecnico-organizzativa alla produzione di film e documentari nel territorio provinciale, il GAL si muove lungo una serie di direttrici: dalla formazione professionale al recupero della memoria cinematografica, dagli incontri sul ter­ritorio alla realizzazione di eventi culturali e pro­getti di residenza per artisti. Cinema - apertura culturale - iniziativa economi­ca – turismo - occupazione: la formula vincente del “Laceno d’Oro” (che fu all’origine, non dimentichiamolo, dell’impetuoso sviluppo turi­stico dell’altopiano di Bagnoli Irpino e dei fer­menti culturali degli anni ’60 e ’70 ad Avellino e nell’hinterland) può essere oggi riproposta e aggiornata in un’Irpinia sempre meno agricola e non del tutto industrializzata, che solo di recen­te ha scoperto (e non ancora assimilato) il valo­re del turismo, del terziario culturale, della risco­perta delle tradizioni musicali, folkloristiche, enogastronomiche.

Aspettando il nuovo Cinema Eliseo (per il quale è stata attivata una sinergia progettuale tra le maggiori associazioni e realtà autoriali attive nel capoluogo), è dall’Alta Irpinia che hanno preso le mosse in questi anni alcune iniziative concrete. Sul terreno formativo il GAL ha attivato, nel Castello Candriano di Torella dei Lombardi, laboratori di formazione audiovisiva per la rea­lizzazione di video musicali e un corso per fil­maker digitali, con esperienze produttive e di stage e occasioni di confronto con autori come David Riondino e il regista argentino Fernando Solanas.

Un esempio tangibile del legame tra cinema e territorio è stata la manifestazione “L’Irpinia come set cinematografico. ‘Documentando’ la terra, i luoghi, i sapori”, promossa da A.G.I.Re. a Nusco il 14 gennaio 2006, articolata in un programma di proiezioni realizzate dai giovani filmaker: Il grande dimenticato (sulla qualità della vita degli anziani nei centri storici dell’Alta Irpi­nia), Ofanto (un viaggio dalle sorgenti alla foce del fiume cantato da Orazio), Bisaccia-Lacedo­nia. Narratori e cannaroni, sulle note di Enzo Avi­tabile, Taurasi: la terra, l’uomo, il vino, quindi Voci tra le leggende (un viaggio nella memoria tra superstizione e antropologia) e il documentario Carmasciano: una terra, un sapore, percorso tra i sapori e la storia della Valle d’Ansanto.

Tra cinema, tradizione e artigianato artistico si è sviluppata l’iniziativa nel maggio 2006 a Trevi­co, nel Palazzo Scola (donato dal regista al Comune con finalità culturali) sul tema “Le arti tra passato e presente”.

All’insegna di questo binomio formazione/produ­zione si colloca anche la realizzazione di un pre­zioso dvd sul film La donnaccia, per il quale il GAL ha anche dedicato negli anni scorsi una visita guidata a Cairano ai luoghi del film e diversi incontri e proiezioni, come nel 2004 nella vicina Conza della Campania (dove furono girate alcune scene) insieme al cortometraggio 41 anni dopo. Al film è stata inoltre dedicata una mostra fotografica itinerante, che ha riscosso notevole attenzione, fra l’altro, anche in occasio­ne di un importante dibattito svoltosi nell’edizio­ne 2006 della “Borsa Verde dei territori rurali europei” nell’ambito della Fiera di Vallo della Lucania: “Cinema e territorio”, coordinato da Mario Salzarulo per A.G.I.Re. - MediaTerre, con gli interventi di Agostino Pelullo dell’Associazio­ne Caffè Letterario di Bisaccia, Manlio Castagno della direzione artistica del “Giffoni Film Festi­val”, del giornalista Clodomiro Tarsia, del regista Attilio Rossi, di Claudio Romano del GAL Colli­ne Salernitane, responsabile del progetto “100% Rurale”, di chi scrive e di Carmine Far­netano coordinatore del GAL Casacastra: un’uti­le occasione di confronto e di collaborazione che va ripresa ed incrementata, in un’ottica di siner­gia fra gli operatori culturali, politici ed econo­mici che è alla base dell’attività dei Gruppi di Azione Locale.

Alla luce di questa attività pluriennale, il GAL CILSI può concorrere a delineare nuovi percorsi di ricerca e iniziativa sul cinema, sui quali sta già lavorando la redazione di “Quaderni di Cine­masud”:

Sulle tracce di Pasolini: un itinerario multimedia­le sui luoghi del “Laceno d’Oro” (Avellino e Bagnoli Irpino), della tradizione musicale irpina (la tarantella di Montemarano, la Zeza di Belliz­zi), del turismo religioso (Montevergine);

Un’eterna partenza: un percorso tra cinema e sto­ria sui luoghi dell’emigrazione, finalizzato al recupero ed al consolidamento di un rapporto culturale con le comunità irpine diffuse nel mondo nonché al confronto ed all’integrazione con le comunità di immigrati presenti in provin­cia di Avellino;

 La memoria del sisma: un viaggio per immagini (film, documentari, ma anche la stampa dell’e­poca) lungo il filo rosso degli eventi sismici (1910, 1930, 1962, 1980) che hanno segnato in maniera indelebile il XX secolo in Irpinia, nel-l’ottica della promozione di una cultura della solidarietà e della protezione civile.