LA MEMORIA RITROVATA

L'impegno critico e culturale di Camillo Marino e la memoria storica delle sue “creature” cinematografiche costituiscono oggi un modello cultura­le e un impulso ineludibili per la promozione della cultura cinematografica in provincia di Avel­lino e nell’intera Campania. Il prestigio di “Cine­masud” e del “Laceno d’Oro”, unito alla popola­rità del loro fondatore, è inoltre il “filo rosso” che collega molte recenti iniziative culturali:

  il restauro, su iniziativa del “Cinema Nuovo” di Lioni, di una copia del film La donnaccia, proiet­tato con grande successo anche in Belgio, pres­so la comunità di cairanesi emigrati a La Louvie­re, nell’ambito di Europalia;

  l’intitolazione a Marino del restaurando cine­ma Eliseo di Avellino (sede del “Laceno d’Oro” dal 1965 all’ultima edizione), dove il Comune intende realizzare un Centro di Cultura Cinema­tografica;

   l’istituzione del “Premio Camillo Marino” ad Avellino, su iniziativa di ImmaginAzione, attri­buito a registi del valore di Ettore Scola, Gillo Pontecorvo, Vincenzo Marra, Ken Loach, i fratel­li Dardenne;

   il film di Michele Vietri A chi tanto, a chi nien­te, sulla figura del fondatore del “Laceno d’Oro”, presentato con successo al Biografilm Festival 2006 di Bologna e in diverse manifestazioni in Italia e all’estero;

   la programmazione, in vari istituti scolastici irpini, di corsi di aggiornamento, lezioni, incon­tri sul linguaggio cinematografico e, in tale con­testo, sulla storia del cinema in Irpinia;

   la discussione di cinque tesi di laurea sull’e­sperienza della cosiddetta Scuola Neorealistica irpina, ad opera di Raffaella D’Argenio, Simona Dolfi, Marco Lombardini, Imma Del Gaudio, Antonio Giannelli, rispettivamente nelle Univer­sità di Salerno, Firenze, Urbino, Napoli, Perugia. Sul piano editoriale, l’iniziativa più importante (e tanto più meritoria perché autofinanziata) per la salvaguardia e la valorizzazione di questa memoria cinematografica è la creazione di una collana da parte di una apprezzata casa editrice nata in Irpinia, Mephite: “Pagine in pellicola”, che finora consta di tre titoli: Ricordo Camillo Marino, L’eredità del Neorealismo (ristampa ana­statica del primo Quaderno di Cinemasud, pub­blicato nel 1966), e Un’avventura neorealista. Il film La donnaccia a Cairano. Con il marchio edi­toriale Laceno, inoltre, la casa editrice ha pub­blicato il volume Con Pasolini cominciammo. Storia e antologia del “Laceno d’Oro”, con pre­fazione di Carlo Lizzani, e dal 2004 la nuova serie di “Quaderni di Cinemasud”, a diffusione nazionale, che ha all’attivo – pur muovendosi in un’ottica di volontariato e di autofinanziamento ­8 numeri (fra i quali spiccano due Speciali su Pasolini e su Sergio Leone e il western italiano) e 4 volumi monografici (Pasolini: quale eredità?, Nuovo cinema Teheran, Alberto Grifi: oltre le regole del cinema e Greenaway’s Dante) ed in programma una serie di pubblicazioni di rilevan­za nazionale.

Sull’esperienza dei nuovi “Quaderni di Cinema-sud” (che si avvalgono della collaborazione di firme autorevoli ma anche di tanti giovani cine-fili), nell’ambito del rilancio del cinema in Cam­pania e nel Sud, uno studioso autorevole come Alfonso Amendola, docente all’Università di Salerno e presso l’Istituto universitario Orientale di Napoli, osserva: “Ed è proprio lungo questa linea collaborativa, di rilancio delle politiche ter­ritoriali e di tensione al dialogo (sempre nel rispetto delle specificità operative dei singoli Festival) che una rivista come “Quaderni di Cinemasud” può rappresentare il punto di riferi­mento per tutte queste attività e diventare nel tempo lo spazio di raccordo (teorico e critico) e di ascolto (operativo e formativo) attraverso inserti critici, organizzazione di tavole rotonde, asciutte valutazioni dei livelli di marketing cul­turale, analisi delle distribuzioni economiche, verifica sui flussi finanziari e promozione di forum aperti a quanti ritengono il cinema (e quanti si muovano nell’ambito della produzione audiovisiva) un misto di piacere e necessità, lavoro e passione”.