IL SOGGIORNO FORMATIVO

Il Soggiorno Formativo, concepito dal Gruppo di Azione Locale in piena sintonia con l’Assessora­to alla Cultura del Comune di Bisaccia come occasione formativa in senso ampio, è stato cen­trato su tre Seminari tenuti dai proff.: Giulio Fer­roni, docente all’Università “La Sapienza” di Roma, allievo di Walter Binni, che ha dedicato numerosi studi al teatro italiano del Cinquecen­to; Dante Della Terza, docente all’Università “La Sapienza” di Roma e a quella di Harward (USA) e critico di fama internazionale; Matteo Palum­bo, docente di Letteratura italiana all’Università “Federico II” di Napoli, esperto di letteratura rinascimentale e della lirica otto-novecentesca. L’idea era stata concepita ed aveva preso forma concreta a seguito della corrispondenza e dei colloqui intercorsi con la responsabile del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Craco­via, prof.ssa Jadwiga Miszalska e con il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura della città, dott. Giovanni Sciola.

La scommessa consisteva nel credere che esista un fabbisogno formativo, nell’ambito della for­mazione letteraria, che le istituzioni tradizionali ufficiali non riescono a soddisfare pienamente. Ciò era stato accertato, come già detto, nel corso di iniziative organizzate dal Parco Letterario. Esso riguarda gli allievi ed insegnanti della scuo­la di ogni ordine e grado; gli studenti universita­ri e quelli che seguono percorsi formativi post­universitari; il mondo degli adulti in generale, in un’ottica di una formazione ‘per tutta la vita’. Al contempo, detto fabbisogno investe un ambito territoriale non racchiuso nei limiti del territorio nazionale, poiché si salda fortemente col cre­scente interesse, fuori dai confini del nostro Paese, per lo studio della Lingua e della Cultura italiane. L’offerta formativa ipotizzata – questo era l’altro assunto di partenza - poteva costituire rispetto a tale domanda, il veicolo, tante volte auspicato, di un turismo culturale che non può non tradursi in benefici effetti per il territorio, oltre che per la diffusione della letteratura e della critica letteraria.

Il 29 luglio 2005 il soggiorno aveva inizio con l’arrivo delle studentesse e con la sistemazione nella struttura ricettiva particolare denominata Albergo Diffuso: 19 abitazioni disseminate nella parte antica di Bisaccia, ristrutturate e arredate con un Progetto sostenuto dal Patto Baronia. Negli Appunti di Viaggio agli ospiti veniva indicato, appunto, che “le camere dell’albergo si tro­vano nel borgo dalla tipica struttura medioevale. Qui – dicono gli archeologi – fu attivo un nucleo di operosi abitanti fin dal IX sec. a.c. e, due secoli dopo, un gruppo di donne, abili tessitrici della lana”.

I giorni successivi avevano visto impegnate le studentesse nei tre Seminari al Castello di Bisaccia, a Morra de Sanctis e a Calitri: tre luo­ghi desanctisiani che i rispettivi biglietti da visi­ta presentavano come: “il maniero che era stato residenza di Federico II e dove Torquato Tasso aveva soggiornato durante la sua convalescenza, nell’ottobre del 1588; il paese natale di Francesco De Sanctis, critico letterario ed uomo politico (primo Ministro dell’ Istruzione dell’ Italia unita). Dal balcone di casa De Sanctis si gode la vista dell’Oasi sul Lago Artificiale di Conza della Campania e dell’antica città romana, ove sono stratificati oltre 2000 anni di storia; il paese che domina la valle del fiume Ofanto, nella cui parte più alta è situato il Museo della Ceramica, ove è possibile percorrere millenni di storia di questa tradizione artigianale ancora viva”.

Ai Seminari si alternavano momenti di convivia­lità e di visita ai luoghi che portano i segni di quella civiltà del passato che affonda le radici nella millenaria storia del Mediterraneo:

·  la visita a Rocca San Felice, presentato negli Appunti di viaggio come “il Borgo medievale che si sviluppa ai piedi del Castello che domina la ‘mefitica’ Valle d’Ansanto e l’antico tracciato della via Appia” e il luogo in cui “alla divinità pagana Mefite, madre della vita e della morte per le popolazioni sannitiche era dedicato un Santuario. Ed è qui, tra fanghi vulcanici gorgo­glianti e pestilenziali, che Virgilio colloca uno degli ingressi agli inferi (Eneide, VII)”;

·  la degustazione dei piatti e dei prodotti locali, con gli elementi fondamentali dell’olio, del grano e del vino, con la premessa che il nettare rosso robusto ed inebriante è ricavato dall’Aglia­nico, “vitigno principale da cui si produce que­sto vino DOCG, un tempo detto “hellenico”, a sottolinearne l’origine greca”. E che Taurasi, il Paese del Vino, “ha preso il nome da Taurasia, un piccolo borgo vinicolo che i romani fecero loro dopo aver sconfitto gli irpini, nell’80 d.C.”;

·  la preparazione del pasto della Domenica, sotto la guida di abili massaie di Bisaccia: ragù con carni pregiate di vitello e di agnello del For­micoso, l’altopiano che a mille metri di altezza fa da vedetta nel cuore dell’Alta Irpinia e dona erbe di pregio per allevamenti e formaggi dal gusto intriso di mito come il Carmasciano;

·  escursioni lungo il corso del fiume Ofanto, che dei luoghi menzionati bagna tanta parte e con­duce alle ricchezze archeologiche e storiche, testimonianza della centralità di queste terre rispetto alla direttrice tirreno-adriatica che carat­terizzò la civiltà di Oliveto – Cairano, documentata dalla cosiddetta "cultura delle tombe a fossa" e che era in contatto con tutto ciò che si muoveva nel Mediterraneo diecimila anni fa. Tutto questo, forse anche qualcosa in più non programmata, è stato il Soggiorno Formativo che ha dato, anche, l’opportunità di mettere in prati­ca i concetti di integrazione e di coesione euro­pea, tanto importanti nel frangente storico del-l’allargamento dell’Unione Europea ai Paesi di recente ingresso, dando modo di ricercare le vere radici comuni.