I santuari mariani di Calabritto

Sul ciglio di una balza montuosa, affacciata sulla Valle dell’Alto Sele a circa 800 metri, un suggestivo itinerario raggiunge luoghi inconta­minati. Qui si trovano il Monastero di Santa Maria dell’Alta Sede e il Santuario di Santa Maria della Neve. Questo luogo isolato, che induce alla riflessione spirituale e alla contem­plazione delle meraviglie naturali della Valle del Sele, diventa un punto di ritrovo il 5 agosto, giorno in cui si celebra la Madonna della Neve. Proprio in quella data, infatti, secondo la tradi­zione popolare gli increduli abitanti di Calabrit­to assistettero ad una abbondante nevicata e decisero di ricordare quell’evento miracoloso, come a Roma era accaduto ai tempi di papa Liberio con l’erezione della Basilica di Santa Maria Maggiore.Appena fuori dal paese, incamminandosi nei boschi, si raggiungono i confini con il demanio comunale di Acerno, dove sorge la minuscola Abbazia di Santa Maria dei Grienzi. La struttura è semplice, a navata unica con altare in mura­tura a sorreggere la statua della Vergine con il Bambino benedicente. Su uno scosceso dirupo, alle falde del Cervialto, sorge la chiesa rupestre della Madonna del Fiume. L’aula ricavata all’interno di una grotta carsica offre uno spettacolo di concrezioni cal­caree e, secondo una credenza popolare di ori­gine pagana, una donna incinta avrà latte in abbondanza bevendo l’acqua che sgocciola da una particolare stalattite a forma di mammella.

Frate Agnello Stoia