Abbazia del Goleto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Superato il dosso di Fontigliano (Nusco) ci si affaccia nella Valle dell’Ofanto e nei pressi di Sant’Angelo dei Lombardi, lungo la S.S. 7, l’an­tica Appia, in un suggestivo scenario delimitato dai monti Picentini, si trova l’antica Abbazia del Goleto. Fondata da San Guglielmo da Vercelli (1085-1142) intorno al 1133, il santo monaco vi concluse la sua esistenza il 24 giugno del 1142. La struttura, in origine un monastero dop­pio a prevalenza femminile, conobbe il suo mas­simo splendore in epoca normanno-sveva e agli inizi della dominazione angioina. Nel 1152 fu costruita la torre Febronia – il nome lo si deve alla Badessa che la fece costruire – realizzata con pietre di risulta di un mausoleo del periodo romano dedicato a M. Paccio Marcello. Nel 1225 l’arrivo al monastero della reliquia del braccio di san Luca fu occasione per la costru­zione della cappella omonima, fatta realizzare dalla Badessa Marina. La cappella, su due livel­li, è un gioiello architettonico dell’arte gotica, caratterizzato da capitelli federiciani. Attraverso una scala con un corrimano a forma di serpente si accede al portale in stile romanico-pugliese in calcarinite rossa, pietra tipica del territorio. In epoca moderna l’Abbazia fu retta direttamente dai monaci di Montevergine i quali restaurarono il complesso e fecero costruire la grande chiesa settecentesca su progetto di Domenico Antonio Vaccaro (1733-1740 circa), dove furono traslate le ossa del Santo fondatore. L’Abbazia fu sop­pressa nel 1807 durante il decennio francese e le ossa di San Guglielmo furono traslate definiti­vamente a Montevergine.Dopo una lunga permanenza di P. Lucio Marino dei monaci di Montevergine l’Abbazia è stata affidata alla Comunità dei Piccoli fratelli della Comunità Jesus Caritas di Charles de Foucauld. 

Frate Agnello Stoia