LE STAZIONI DELLA TRATTA

Avellino - Salza Irpina (soppressa alla fine del 2003) - Parolise (soppressa negli anni ’60) -Montefalcione (soppressa ) - Arianello - Percian­ti (soppressa alla fine degli anni ’90) - Montemi­letto (soppressa alla fine degli anni ’90, ma riat­tivata nel settembre 2007) - Lapio (soppressa alla fine degli anni ’90) - Taurasi (soppressa alla fine degli anni ’90)

- Luogosano - San Mango sul Calore - Paternopoli (soppressa) - Castelvetere  (soppressa alla fine degli soppressa alla fine degli anni ’90)

- Castefranci Montemarano - Cassano Irpino - Montella - Bagno­li Irpino - Nusco - Campi di Nusco - Sant’Angelo dei Lombardi (soppressa alla fine degli anni ’90)

- Lioni - Lioni Valle delle Viti (soppressa alla fine degli anni ’90) - Morra De Sanctis - Teora - San­zano - Occhino (soppressa alla fine degli anni ’90)

- Conza - Andretta - Cairano -Cairano (sop­pressa nel 1982 in conseguenza dell’apertura della variante di Conza)

- Calitri - Pescopagano -Ruvo - Rapone - San Fele - San Tommaso del Piano (soppressa alla fine degli anni ’90) - Mon­ticchio (soppressa alla fine degli anni ’90) -Aquilonia (soppressa alla fine degli anni ’90) -Monteverde (soppressa alla fine degli anni ’90) -Pisciolo (soppressa alla fine degli anni ’90)

- Rocchetta Sant’Antonio – Lacedonia “…questo tracciato corrisponde perfettamente ai voti espressi dalla rappresentanza provinciale di Avellino, poiché esso tocca a Taurasi il circon­dario di Ariano, serve i numerosi comuni che stanno sopra Atripalda, percorre tutta l’alta valle del Calore e quella dell’Ofanto, e si accosta, quanto è possibile, a Sant’Angelo dei Lombardi; sicché essa attraversa o avvicina, entro un raggio di 10 chilometri, 59 comuni, di una popolazione complessiva di abitanti 189,888”. 2

In realtà questa linea non conobbe mai un traf­fico di grandi proporzioni. Solo dopo il 1 settem­bre 1933, data in cui le locomotive a vapore furono sostituite con le prime “Littorine”, le ALn 56, le corse giornaliere aumentarono da tre a cinque. Bisognerà invece aspettare gli anni ’70 per vedere le ALn 668 serie 1800, modello che ancora oggi presta servizio sulla linea.

Nel corso degli anni ’50 la linea ferroviaria ha avuto il suo periodo di maggiore sviluppo. Utiliz­zata sia per il trasporto merci - soprattutto vino e legname - che per il trasporto passeggeri, contava ben otto corse giornaliere nei giorni feriali e sette nei festivi, con l’ultimo servizio serale limitato a Conza, dove c’era anche un deposito locomotive.

Nel 1980 anche la linea Avellino - Rocchetta Sant’Antonio pagò il suo tributo al terremoto del 23 novembre. Stazioni danneggiate, abbattute, piazzali popolati da roulotte e da tende. E per la popolazione colpita, vagoni ospedale in marcia lungo la linea semidistrutta. L’attuale stazione Conza - Andretta comprende anche quella di Cairano. Venne costruita alla fine degli anni 70 a seguito dello spostamento più a monte della linea ferroviaria nel tratto che lambiva il lago di Conza. In quegli anni, infatti, venne realizzata la grossa diga a sbarra­mento del fiume Ofanto che fece innalzare il livello delle acque fino a sommergere la linea ferroviaria. La variante di Conza fu completata nel 1982, anno in cui fu ripristinata anche la stazione di Avellino e inaugurata quella nuova di Conza -Andretta - Cairano.

Questa stazione era costituita da un edificio a due piani con annessi rimessa locomotive e dormitorio del personale: “la rimessa era destina­ta all’ultimo treno in orario che giungeva a tarda sera a Conza per ripartire all’alba; nell’at­tiguo dormitorio trovavano posto i ferrovieri giunti con tale treno. Tutto il complesso venne però utilizzato per pochi anni. Di quegli anni sono i treni merci Avellino - S.Angelo dei Lom­bardi, il merci raccoglitore che percorreva la linea in 7 ore. Un primo raccordo in linea con complessi industriali esisteva a Pisciolo, dove venne creata una fermata appositamente per il raccordo con le locali industrie estrattive, oggi dismesso. Altri due raccordi vennero creati invece negli anni ‘80 con le zone industriali di Taurasi e Luogosano, ma anch’essi ebbero vita breve, sebbene siano ancora esistenti ed abba­stanza efficienti allo stato attuale.

Gli anni ‘90 si aprirono con un aumento del numero dei treni: ben 7 coppie giornaliere. Esisteva anche un collegamento speciale nei mesi invernali tra Bari e Bagnoli Irpino per consentire di raggiungere la località sciistica di Lago Laceno” 3. Le prime zone industriali tra Nusco e Lioni avrebbero potuto essere collegate alla ferrovia, ma non è stato fatto. Si è preferito utilizzare il trasporto su gomma che ha reso più lento il traf­fico e certamente più costoso il movimento delle merci.

I binari a scartamento ridotto attualmen­te in uso sono certamente inadeguati per poter ipotizzare un possibile sviluppo commerciale della tratta, la cui fattibilità è stata invece ampiamente documentata. Alcune corse furono sostituite da autobus, fino ad arrivare ad oggi con solo una coppia di treni che percorrono l’intera linea, mentre altri due coprono il percorso Avellino - Lioni, che risulta essere quello più frequentato soprattutto da stu­denti. Il servizio poi è interrotto nei giorni festivi e durante il periodo estivo.