Idrografia – I corsi d’acqua principali che attra­versano l’area del PSL sono il Calore Irpino, l’O­fanto, il Sele e l’Ufita, tributario del Calore.

Il Calore Irpino ha una lunghezza di km 108, un bacino idrografico di 3.058 kmq e una cospicua portata (alla confluenza circa 30 mq/s) dovuta ai numerosi affluenti che riceve dall’Appennino Sannita e dalle montagne cal­caree. Ha origine sul Monte Accellica al Colle Finestra, e, come il Sabato, suo affluente, che scende dal versante opposto della stessa mon­tagna, scorre fino a Montella, dove confluisco­no altri affluenti montani, tra i quali il Rio Caliendo, che smaltisce, per via sotterranea, parte delle acque del Piano di Laceno. Il fiume percorre una lunga valle aperta quasi tutta in terreni argillosi e in arenarie plioceniche, che si presenta a tratti più svasata, a tratti più stretta (come nel centro di Paternopoli).

L’Ofanto, con un bacino di 2.760 kmq, sorge dalle pendici dei Monti Picentini, fra il Monte Forte (640 m) e il Monte Gugliano (860 m), nel territorio di Nusco e di Torella dei Lombardi (in località Cesine) e segna per gran parte del suo percorso il confine tra le province di Avellino, Potenza, Foggia e Bari, sfociando nel golfo di Manfredonia nei pressi di Barletta.

Nel territorio di Caposele scorre il Temete e sorge il Sele (64 km e un bacino di 3.235 kmq).

Il Sele, il secondo fiume campano e meridiona­le, sorge a 438 m s.l.m. da numerose polle che scaturiscono dal Cervialto, ricevendo l’apporto del torrente Acqua delle Brecce e della Forra di Calabritto. Le sue acque riforniscono l’acquedot­to omonimo.

Numerose e ricche le sorgenti ed i corsi d’acqua a carattere torrentizio che attraversano l’area e che alimentano i citati fiumi, ed i laghi di picco­le dimensioni e spesso artificiali. Sono grandi laghi artificiali, invece, la diga di Conza e quella di San Pietro. La prima è ubicata in territorio di Conza della Campania; alimentata dal fiume Ofanto, ha una superficie di oltre 800 ha e una profondità di 25 metri. La sua realizzazione è dovuta alla necessità di far fronte ai bisogni irri­gui per l’agricoltura della Puglia e della Basilica­ta. La diga di S.Pietro si trova nel territorio di Monteverde e Aquilonia, è alimentata dal torren­te Osento e ha una profondità di circa 40 m. È utilizzata prevalentemente a scopo irriguo, ma anche per la pesca. Il lago Laceno è di origine carsica e, come il Piano omonimo e i due laghi menzionati, è un Sito di Importanza Comunitaria. Le sorgenti di maggiore afflusso, originate da cir­colazione di tipo carsico, sono quelle di Capose­le, alle falde del Cervialto, e del Calore (Cassano Irpino). Tuttavia numerose sorgenti sono state captate per alimentare condutture di uso civile e industriale riducendo quindi la portata dei corsi d’acqua di relativa appartenenza, oppure utiliz­zate per il rifornimento idrico della Puglia. Pre­valentemente minerali sono le sorgenti legate a manifestazioni sulfuree come quelle di San Teo­doro a Villamaina, ubicate nei pressi della Mefi­te, nella Valle d’Ansanto.