VERSO IL CENTRO: LA TERRA DI

FRANCESCO, GUGLIELMO E GERARDO

 

Ma vi è anche un altro centro - anzi più centri ­dell’Irpinia alta, il Santuario di San Francesco a Folloni di Montella - dove si respira un ascetismo e una spiritualità pienamente francescani e non avulsi dalla vita -, oppure l’Abbazia del Goleto, fondata da san Guglielmo, nel territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, incantevole nella sua bellezza desolata e maestosa: “Una fabbrica per­fetta” - scrive Emilia Bersabea Cirillo - “il Gole-to, magica al centro di un mondo magico. Per­ché il Goleto è lo spirito che si fa pietra, è una preghiera che si rincorre, è la semplicità delle forme, è quello di cui si ha sempre bisogno, è la fragilità degli eventi, è la madre che accoglie”34. Da non dimenticare è anche un altro Santuario, quello di Montevergine, che domina Avellino, evocato tra gli altri da Vincenzo Padula, Renato Fucini, Giuseppe Marotta e Alfonso Gatto.

 

Accanto a questa religiosità ascetica, v’è una religiosità più popolare, quella presente a San Gerardo a Materdomini (Caposele), così descrit­ta dalla Cirillo: “Fuori al santuario la fabbrica della devozione prosegue in una sequela di baracche, carrette, cesti intrecciati e giocattoli di plastica. Immagini fluorescenti made in Taiwan, placche autoadesive proteggi guidatore, tavolette votive di legno e smalto, il santo è stato riprodotto e annientato in molteplici forme. La sua silhouette, sofferta e pensosa, viene portata come souvenir alle devote rimaste a casa”35. Insomma, anche questo fa parte della varietà e della ricchezza di una terra bellissima, che, come tanti viaggiatori del passato e del presen­te, ancora il lettore/viaggiatore cui ci rivolgiamo, potrà scoprire, se solo sappia dimenticare il pre­sente e volgere lo sguardo ad un passato auten­tico e nobile, e che lo indurrà ad esclamare con Mario Soldati:

“Irpinia, si chiama questa regione, e non la conoscevo. Com’è varia e bella l’Italia!”