Written by Paolo Speranza   

Irpinia terra di cinema. E non è uno slogan: poche realtà in Italia, soprattutto del Mezzo­giorno e dell’Appennino, possono vantare una tradizione ed un immaginario collettivo altret­tanto radicati e intriganti nel rapporto con la settima arte.

CENT’ANNI DI CELLULOIDE

Una storia antica e ancora da esplorare, iniziata ai primi del ’900 con il cortometraggio Il ritorno delle carrozze da Montevergine e con il primo (nel 1910) di tanti documentari sugli eventi sismici, che in maniera purtroppo frequente hanno colpi­to la provincia di Avellino. E poi due film impor­tanti ispirati all’emigrazione (Montevergine, del 1939, con Amedeo Nazzari, e Trevico-Torino, del ’73, diretto da Ettore Scola) e un terzo, La don­naccia (1963), frutto di un progetto interessante anche se non baciato dal successo, interamente girato in Irpinia; un festival (il “Laceno d’Oro”) di valore internazionale; i passaggi indimenticabili e ormai leggendari (da Fellini a Pasolini, da Zavattini a Lizzani); la suggestione esercitata dalla presenza di un numero considerevole di registi originari di questa terra, dallo stesso Scola alla Wertmuller, da Sergio Leone a suo padre Vincenzo, alias Roberto Roberti, uno dei protagonisti della stagione del muto, al produt­tore Dino De Laurentiis; la presenza e le inizia­tive di un dinamico movimento di base, costitui­to da cineclub, cineamatori (più volte premiati nei festival nazionali), circoli, associazioni. E, oggi, tanti festival con una formula originale: il “Premio Camillo Marino” (dal 2007 anche con il logo “Laceno d’Oro”), promosso ad Avellino dal circolo ImmaginAzione e da tutte le realtà culturali (Centrodonna, “Quaderni di Cinema-sud”, Centro Studi Cinematografici, Zia Lidia Social Club, Cociss ecc.) aderenti al “Progetto Eliseo”; il “Premio Sergio Leone” a Torella dei Lombardi, diretto nelle ultime sei edizioni dal giornalista e scrittore Gianni Minà, inserito nei "grandi eventi della Regione Campania; "Scrivere il cinema", promosso a Mirabella Eclano dal regista Giambattista Assanti, interamente dedicato alla sceneggiatura, con ospiti impor­tanti (da Margarethe Von Trotta a Richard Atten­borough); il festival di Pietradefusi sulla cine­matografia didattica; l’ormai storica rassegna “Visioni” del Centrodonna al cinema Partenio di Avellino; i recenti festival di “corti” a Venticano e a Frigento.

Negli ultimi anni, inoltre, sta crescendo una generazione di nuovi cineasti, ognuno con una propria specificità ma accomunati da un solido percorso di formazione: Antonello Matarazzo, regista di Miserere, artista eclettico e originale, aperto al nuovo ed alla sperimentazione, molto apprezzato dalla critica e nei festival internazio­nali; Giambattista Assanti, regista di cinema e teatro, che ha all’attivo diversi lungometraggi, presente alla Mostra di Venezia 2007 con Le voci di Porto Marghera; Federico Di Cecilia, regista dell'interessante Un altro anno e poi cresco, aiuto regista di Ettore Scola; Michele Vietri, regista e musicista, già aiuto di Giuseppe Tornatore; Pino Tordiglione, reduce dal successo di Il Natale rubato; il regista-attore Carlo Todini; il poeta e “paesologo” Franco Arminio, coautore dei film Viaggio nell’Irpinia d’Oriente e La terra dei paesi.