Written by Paolo Saggese   

Viaggio letterario nella Terra di mezzo

Paolo Saggese 

L’Irpinia è terra di passaggio, perché è terra che sta al centro, al centro dei monti d’Italia, come ebbe a cantare duemila anni fa Virgilio. È terra collocata tra altre terre, tra la Campania felix e il Tavoliere delle Puglie, tra le montagne dei Luca­ni e quelle dei Sanniti. È dunque “Terra di mezzo”, come l’ha definita efficacemente Giu­liano Minichiello1. È una terra che è stata mater e matrigna, che ha suscitato amori e odi profondi, è una terra della miseria o dell’osso - come la definì Manlio Rossi-Doria -, ma è anche terra d’acque rigogliose e ristoratrici, terra del verde intenso e accecante, terra della natura incontaminata, della pace, del benessere, dei silenzi, del vento, della neve, degli orizzonti sconfinati … È terra di fascino, perché è terra di passione e di fatica, di vita vera.

Queste non sono semplicemente nostre “sensa­zioni”, ma sono le “sensazioni” presenti nei “diari”, nelle cronache, nelle poesie dei tanti uomini, che hanno percorso questi luoghi per un giorno soltanto o per una vita, e che hanno dato quadri indimenticabili di un mondo incantato e seducente.