|
INTRODUZIONE Alessandra Cristina Celano Questo volume raccoglie una serie di contributi di riflessione, di analisi, spesso anche di proposta, sull’intenso lavoro svolto dal Gruppo di Azione Locale Verde Irpinia1 per l’attuazione del Piano di Sviluppo Locale “Terre d’Irpinia - Villaggi delle Fonti”, finanziato nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria Leader Plus Campania e la cui fase di attuazione è iniziata nel 2004. Il radicamento nel territorio e la conoscenza delle sue dinamiche socio-economiche da parte dei soggetti gestori trovano riscontro nella continuità dell’attuale iniziativa con esperienze precedenti di piani e progetti di sviluppo locale, realizzate non solo nell’ambito dei Piani di Azione Locale, cioè gli strumenti introdotti dal Programma di Iniziativa Comunitaria Leader II e corrispondenti agli attuali Piani di Sviluppo Locale, ma anche in contesti diversi da quello Leader. È anche questa continuità che si vuole qui documentare, in quanto scelta deliberata ed elemento caratterizzante il lavoro svolto negli anni, sorretto e guidato dall’obiettivo di rendere le diverse iniziative moltiplicatori reciproci, quindi di potenziarne i risultati e renderli duraturi. La solo apparente eterogeneità delle iniziative pianificate e realizzate, sia nel rapporto con altri strumenti di sviluppo locale sia all’interno dello stesso PSL (dall’ organizzazione di eventi culturali centrati sul concetto di “Irpinia come set cinematografico e televisivo” alla valorizzazione del sistema di allevamento pastorale e transumante dei bovini podolici, dalla formazione per la creazione d’impresa al femminile agli incentivi allo sviluppo dell’offerta di servizi turistici e complementari di qualità, per fare solo alcuni esempi), si traduce in realtà nel tentativo quasi sempre riuscito - di stabilire relazioni di complementarità tra azioni svolte in ambiti diversi ma tutte concorrenti al perseguimento del comune obiettivo della Valorizzazione simultanea di luoghi, produzioni e culture, in un cammino di qualità ed eco-sostenibilità, che è il tema catalizzatore del PSL “Terre d’Irpinia - Villaggi delle Fonti”. Del resto, a porre l’accento su connessioni e legami tra azioni è il programma LEADER a partire dalla sua stessa denominazione che - è forse utile ricordarlo - non è altro che l’acronimo di Liaisons Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale, e cioè “Collegamenti tra azioni di sviluppo dell’economia rurale”. Gli interventi che seguono possono essere letti come repertorio di buone prassi da un lato e, dall’altro, come ulteriore occasione di conoscenza del territorio, che viene in un certo senso riletto alla luce delle vocazioni e potenzialità emerse proprio in virtù della pratica dello sviluppo locale che negli anni si è andata consolidando: accade infatti che nuovi ed inusuali approcci progettuali si ripercuotano sulle stesse modalità di analisi del territorio, offrendo - o divenendo essi stessi - nuovi strumenti di analisi e nuove chiavi di lettura, che a loro volta, in un circuito virtuoso, individuano vocazioni e fabbisogni ed offrono spunti per nuove idee progettuali replicabili – come spesso si sta verificando – in ambiti territoriali sempre più numerosi e vasti. E questo è forse uno dei risultati tangibili più interessanti dell’esperienza Leader. È anche per dare ulteriore impulso a questo tipo di dinamiche che si ritiene necessario presentare e divulgare esperienze e risultati ottenuti. L’azione di comunicazione nell’iniziativa e dell’iniziativa Leader assume un ruolo decisivo in quanto persegue obiettivi di trasparenza e visibilità di progetti che utilizzano risorse pubbliche. D’altra parte, è di fondamentale importanza, operando con strumenti di questo tipo, riuscire non soltanto a rendere conto di quanto si è realizzato, ma anche ad innescare meccanismi di trasferibilità di conoscenze, contenuti, metodi, modalità progettuali, modelli di aggregazione degli attori dello sviluppo e, in definitiva, a sollecitare e stimolare la realizzazione di altri progetti ed iniziative. La prima parte del volume ospita alcuni interventi di lettura del territorio condotta da angolazioni diverse e con contributi che spaziano dal-l’analisi geo-morfologica alla rilevazione dei principali siti archeologici, dallo studio delle antiche e antichissime vie di comunicazione (la ferrovia Avellino - Rocchetta S. Antonio, il Regio Tratturo Pescasseroli - Candela, il fiume Ofanto), a quello del patrimonio di architettura monastica e dei santuari disseminati nell’area. Questa prima sezione ospita, inoltre, un viaggio letterario nel territorio del PSL; un primo nucleo di una guida letteraria del territorio dell’Alta Irpinia era stato già sperimentato - a firma di chi scrive - nella pubblicazione “Terre d’Irpinia – La Guida” (realizzata nell’ambito del Piano di Azione Locale Leader II Terre d’Irpinia) e riecheggiava a sua volta le suggestioni letterarie messe in luce nel corso dell’attuazione del progetto del Parco Letterario Francesco De Sanctis. La seconda parte, introdotta da un intervento sulla singolarità dell’approccio Leader nel vasto panorama di strumenti a sostegno dello sviluppo locale, si delinea come vero e proprio repertorio di buone prassi: vi sono descritte alcune tra le esperienze più significative maturate nel corso dell’attuazione del PSL “Terre d’Irpinia Villaggi delle Fonti”, quali il progetto di residenza artistica ed il soggiorno formativo per studenti stranieri, mettendone in risalto proprio la continuità e complementarità con precedenti esperienze realizzate con il supporto di risorse e strumenti come il Programma di Iniziativa Comunitaria Leader II e la Sovvenzione Globale Parchi Letterari. Era stato - ad esempio - proprio il progetto del Parco a suggerire l’idea dell’albergo diffuso, concretizzatasi poi a Bisaccia (grazie ad un progetto sostenuto dal Patto Territoriale Baronia) con la sistemazione di abitazioni di proprietà del Comune, destinate alla ricettività turistica. Sempre in questa seconda parte vengono segnalati alcuni progetti specificamente legati alla valorizzazione del patrimonio culturale locale; si tratta di iniziative che hanno riservato un’attenzione particolare - e inconsueta - a risorse immateriali come il cinema e la produzione musicale contemporanea, determinando relazioni singolari - ad esempio - fra una delle tradizioni solitamente più indagate e studiate tra quelle legate al patrimonio etnocoreutico e musicale locale (il Carnevale e la tarantella di Montemarano) e l’attività di musicisti e artisti della scena contemporanea delle arti digitali, provenienti da diversi paesi del mondo; tra una vicenda come quella del Laceno d’Oro, festival che fu importante sia per il cinema che per lo sviluppo turistico dell’altopiano del Laceno, e le nuove potenzialità di sviluppo del territorio irpino che si propone esso stesso, anche con la creazione di una film commission, come set cinematografico. A questo proposito, va segnalato un ulteriore esempio di collegamento fra azioni concepite in ambiti e con supporti diversi; l’idea della Irpinia Film Commission è infatti scaturita come risultato di un percorso formativo promosso dal GAL CILSI nel contesto delle attività di formazione professionale finanziate dal FSE: un corso per filmaker digitali, varie esperienze di laboratorio e di produzione, occasioni di incontro con autori e cineasti, da David Riondino a Raffaele Rago a Fernando Solanas. La terza parte, infine, proseguendo con il repertorio di buone prassi, è dedicata a quelle iniziative di valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed artigianali che mettono in luce in modo molto netto e preciso il rapporto tra queste produzioni ed il territorio, nei suoi aspetti fisici, antropologici, storici: il pecorino Carmasciano e la mitica Valle d’Ansanto, i formaggi e le caverne di Calitri (delle quali ci racconta poeticamente Vinicio Capossela), il ricamo ed il merletto delle donne di Nusco. A riprova delle positive ripercussioni della valorizzazione di risorse immateriali sulla qualità del territorio, è accaduto che proprio il laboratorio dell’associazione di donne Nusco Arte sia diventato uno dei siti di interesse culturale di Nusco nell’ambito del progetto “Bandiere Arancioni” del Touring Club Italiano, progetto che viene illustrato sinteticamente in questa stessa parte del volume. Altri due contributi contenuti in questa sezione sono dedicati a due iniziative formative: il progetto Master of Food realizzato in collaborazione con l’Associazione Slow Food e l’istituzione, nel territorio di Calitri, del Centro di Educazione Ambientale di Legambiente. La prima ha trovato il suo fondamento nella convinzione che una reale valorizzazione dei prodotti enogastronomici passa anche attraverso progetti di educazione del gusto e di diffusione, tra i ristoratori locali, di una cultura alimentare attenta e consapevole; la seconda sancisce un principio che possiamo considerare basilare in un’ottica di eco-sostenibilità e cioè che lo sviluppo di un territorio non può prescindere dalla sua protezione, che a sua volta non può che fondarsi su precisi processi educativi e formativi. L’ultima iniziativa illustrata nella terza parte del volume è un progetto di cooperazione interterritoriale, che coinvolge cioè Gruppi di Azione Locale operanti in regioni diverse (Campania, Basilicata, Puglia e Calabria), per la valorizzazione dell’allevamento podolico in Italia Meridionale. Anche in questo caso, la finalità ultima è la valorizzazione di risorse sia produttive che turistiche, di un territorio che però si estende fino ad interessare tutta la montagna meridionale. In appendice, infine, sono elencate tutte le azioni finanziate: le iniziative di animazione territoriale, di formazione e di informazione (eventi promozionali, corsi di formazione, seminari, incontri, convegni) e gli interventi strutturali realizzati. Sono inoltre consultabili gli abstract in lingua inglese di tutti i testi che seguono. 1 L’Associazione Temporanea d’Impresa GAL Verde Irpinia nasce dall’aggregazione di tre Gruppi di Azione Locale (CILSI, Terminio Cervialto e UFITA) responsabili dell’attuazione, nel periodo 1998 – 2001, di Piani d’Azione Locale nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria LEADER II, in provincia di Avellino nelle aree dell’Alta Irpinia, del Terminio Cervialto e della Valle dell’Ufita. |






