Nell'ambito del Programma LEADER II la Cooperazione Transnazionale è uno degli strumenti più interessanti per l'importante contenuto socio - culturale e di innovazione. Ma che cosa significa Cooperazione Transnazionale? È difficile esprimerne la vera essenza ed il significato con poche parole. Non si può schematizzare un concetto così ampio e complesso. Di certo la parola stessa rimanda ad un certo tipo di attività collaborative tra diversi Paesi, ma questa semplicistica spiegazione, ricavata dall'etimologia, non è sufficiente. Sicuramente è atta a promuovere scambi di prassi, di attività, di prodotti, tra i diversi paesi all'interno della Comunità Europea, ma è anche mezzo di interscambio di "merci" ben più preziose, quali cultura, abitudini e civiltà. Malgrado sia stata introdotta successivamente, la Cooperazione Transnazionale è sempre stata insita nel vero significato del Programma LEADER. Infatti, già in passato si erano innescati rapporti collaborativi tra gruppi operanti in diversi Paesi della Comunità Europea ed è proprio da queste esperienze che sono partite la programmazione e la messa in opera di questo nuovo strumento. La Cooperazione Transnazionale oltre ad offrire numerosi vantaggi e arricchimenti in materia di know-how, permette un'integrazione culturale e sociale che è fondamentale per lo sviluppo locale. Tale strumento rappresenta, dunque, un elemento supplementare nella risoluzione di problematiche o nella valorizzazione di alcuni punti di forza territoriali. Ma attuare la Cooperazione Transnazionale non è semplice, in quanto necessita, da parte dei GAL, di un impegno considerevole e di risorse finanziarie ingenti. Inoltre, essa è pertinente solo su temi cruciali per i territori interessati e solamente se è in grado di apportare un valore aggiunto ai settori di attività in cui si realizza, agli operatori ed alle popolazioni interessate. Il Processo di Cooperazione è, nella maggioranza dei casi, possibile solo dopo che le attività per lo sviluppo locale sono state avviate.

Per attuare la Cooperazione Transnazionale in LEADER II è prevista l'attivazione di un apposito strumento denominato "Misura C". È importante sottolineare che la Cooperazione Transnazionale non rappresenta una attività obbligatoria del PAL: è solo una possibilità in più. Le competenze necessarie per portare avanti le attività di Cooperazione possono essere fortemente diversificate e rivolgersi a qualsiasi settore produttivo. Sicuramente ad integrare questa flessibilità concorre la profonda eterogeneità offerta dalle zone rurali europee, ed i disuguali atteggiamenti sociali e culturali presenti in essi. I progetti di cooperazione nascono infatti in funzione del territorio e delle attività specifiche ed a volte esclusive, che in esso si esercitano. La necessità di instaurare tali rapporti può scaturire da molteplici motivazioni e altrettanto molteplici risultano i vantaggi. Basti considerare la possibilità di sviluppo che i settori produttivi possono raggiungere commercializzando merci, poco richieste nel territorio di provenienza, con paesi che necessitano di tali beni. Infatti, è fondamentale per il successo del progetto trovare dei partner giusti. Attraverso un corretto approccio da parte del GAL e usufruendo delle possibilità di incontro e di conoscenza offerte dai periodici seminari LEADER, è importante riuscire ad individuare il partner più adatto rispetto alle proprie aspettative. È anche possibile intraprendere cooperazioni con diversi Paesi, ma il numero dei partner dipende dagli obbiettivi del progetto di cooperazione. Sicuramente il rapporto tra soli due stati risulta più facile da intraprendere e da gestire, ma non sempre si rivela sufficiente per trovare soluzioni alle questioni sollevate. Quindi, nonostante le difficoltà, il coinvolgimento di tre o quattro partner risulta essere, ai fini della cooperazione, la soluzione ottimale. Prima di passare alla fase progettuale e operativa sono necessari degli incontri tra i partners tesi a definire ed elaborare gli obbiettivi comuni. I finanziamenti previsti dalla "Misura C" del LEADER II, per tali attività, devono essere integrati da fondi privati. La Cooperazione Transnazionale non sortisce automaticamente risultati positivi e soddisfacenti, ma ciò non inficia l'importanza di tale innovativo strumento, che risulta essere non solo una nuova leva per lo sviluppo locale, ma, innanzi tutto, il metodo più giusto per integrare i popoli e le culture dell'Europa Unita.

Tina Galante
(Piazza Libertà)