DELOS è una associazione europea che porta in sé un sogno realizzabile: l'affermazione dello sviluppo locale come un processo capace di permettere nuovi percorsi politici di organizzazione della società, in una prospettiva di sviluppo sostenibile, fattore di pace.

L'organizzazione intende fare propri i principi di libertà messi pesantemente in crisi dal progressivo distacco del cittadino dalla politica vera, che ha consegnato il potere decisionale nelle mani di pochi (la conoscenza del territorio non può appartenere mai ad una sola persona). Come rileva acutamente il presidente di DELOS, Camilo Mortagua "l'uomo può essere più forte, può resistere maggiormente alle avversità se ha un collegamento forte con il proprio territorio". In queste parole è possibile intravedere il principio che ispira l'associazione che, con un approccio bottom _ up (dal basso verso l'alto), parte dal territorio e dalle esigenze degli attori locali per giungere ad avere la "pretesa" di influenzare la politica comunitaria e le politiche nazionali. Non è un caso che DELOS abbia scelto Bruxelles come propria sede. La strutturazione orizzontale dell'organizzazione permette di superare le difficoltà d'incontro causate dalle distanze geografiche attraverso un sistema di coinvolgimento scaturente, per esempio, dall'invito di un GAL (Gruppo di Azione Locale) socio agli altri membri, che diventa occasione per riunirsi e gettare le basi per la costruzione di progetti comuni e per lo scambio d'idee in grado di rafforzare il movimento stesso.

DELOS è nato dal bisogno crescente di ricercare un nuovo modello di sviluppo, capace di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di rispondere ai propri bisogni, cercando un equilibrio duraturo tra gli uomini, le innovazioni e l'ambiente per una distribuzione più equa delle risorse. L'obiettivo centrale di DELOS è di favorire lo sviluppo locale attraverso un continuo monitoraggio del territorio che ne riveli le lacune e insieme le potenzialità. Esso (lo sviluppo locale) è cultura della partecipazione che mette la popolazione, compresi gli emarginati, nella condizione di essere attori dello sviluppo della propria terra. È la capacità di una popolazione di dominare il territorio, di produrre in maniera efficace, secondo le vocazioni di ognuno. Sviluppo, in questo caso, non significa mero sfruttamento delle risorse, ma valorizzazione di esse in un contesto di mondializzazione economica. La vera, autentica vocazione di DELOS è di rendere visibile e credibile lo sviluppo locale integrato e solidale, posto come estrema difesa di fronte alle storture della globalizzazione selvaggia.

Tuttavia, le "pretese" di DELOS vanno ben oltre: sviluppare la democrazia a tutti i livelli della vita e della società; risolvere la contraddizione tra il rispetto dell'ambiente, lo sviluppo economico e l'occupazione; utilizzare il risparmio locale a vantaggio delle economie integrate. Raggiungere gli obiettivi di DELOS è possibile creando un collegamento tra i relè locali, partendo sempre dalle risorse già presenti sul territorio e rivitalizzando le zone di riferimento con interventi mirati. Un'attenzione particolare è riservata a quelle aree e a quelle popolazioni rese particolarmente vulnerabili dalla situazione economica attuale, in un'ottica di costruzione di una dimensione europea che tenga conto delle diversità e della ricchezza delle culture locali. DELOS, con queste premesse, si attiva per la concretizzazione di una rete viva e permanente di persone e di progetti, aspirando a divenire "assise permanente in favore dello sviluppo locale", in collaborazione con la Commissione, gli Stati membri, gli altri organismi territoriali. Gli strumenti e i metodi di cui si avvale DELOS per l'applicazione dei principi portanti dell'associazione, vanno dalla messa in opera di progetti comuni tra il maggior numero possibile di associati alla sperimentazione simultanea di progetti per stimolare molteplici occasioni di scambio, sempre con lo scopo di favorire l'educazione ad una cultura dello sviluppo locale fondato sulla partecipazione.

Un aspetto non trascurabile è rappresentato dalla ricerca di formule giuridiche e finanziarie suscettibili di facilitare la promozione delle finalità di DELOS e la diffusione con tutti i mezzi di comunicazione esistenti delle iniziative, dei risultati e dei successi dell'associazione, anche per la ricerca costante di nuove forme di adesione. Nella pratica, lo sviluppo locale ha cominciato a muovere i primi passi, in Europa, con l'iniziativa comunitaria LEADER.

Il LEADER (Liaisons Entre Actions de Développement de l'Économie Rurale), nato nel 1991, ha sicuramente rappresentato la prima iniziativa istituzionale a carattere comunitario in favore dello sviluppo locale. Le prime attività furono rivolte ai territori rurali che presentavano difficoltà più evidenti ma, visto il gran successo riscontrato già con i primi interventi, il LEADER in poco tempo cominciò ad interagire anche con altri Programmi di Iniziativa Comunitaria. Le competenze e l'organizzazione sono cresciute in maniera sostanziale in questi anni, portando il LEADER I a divenire LEADER II e, fra un po', LEADER Plus.

L'obiettivo finale delle attività, nonostante l'ampliamento dei campi e degli strumenti d'azione, è sempre ben chiaro: perseguire lo sviluppo locale e potenziare la cultura rurale. La storia del nostro Paese e dell'Europa in generale, presenta un periodo, identificabile nei primi anni sessanta, in cui l'intero mondo rurale e le attività ad esso legate, che da tempo immemorabile avevano assicurato la sussistenza e la sopravvivenza, furono eclissati dall'avvento dell'era industrializzata. Solo in questi ultimi anni si è riscoperto il valore, non solo economico e produttivo ma anche culturale, delle aree rurali. Il LEADER, in tale contesto, si è impegnato a promuovere, servendosi di una rete organizzativa complessa, una politica di sviluppo organico che si differenzia a seconda delle diverse località in cui va ad intervenire. Proprio per queste ragioni, e per tante altre di carattere gestionale, il LEADER è messo in atto da Gruppi di Azione Locale (i GAL), e si avvale dell'attivazione di partenariati sociali ed istituzionali che assicurano un'attività mirata fondata sulla conoscenza della realtà del proprio territorio e, dunque, sull'individuazione precisa delle potenzialità e degli interventi possibili e sostenibili.

Oggi i circa 900 Gruppi di Azione Locale ricoprono il 50% del territorio rurale europeo, in aree che contano dagli ottomila ai centomila abitanti. I GAL orientano i loro progetti soprattutto ad attività di piccola scala legate al patrimonio locale di risorse umane per preservarne l'identità. Vi è, dunque, una particolare modalità di identificazione e progettazione, rappresentata dai Piani di Azione Locale, che parte dal basso, che ascolta le esigenze del territorio, dei suoi prodotti e della sua gente. Oggi le prospettive di tali organismi sono quanto mai ambiziose: riuscire ad investire ruoli e spazi sempre più ampi, anche in settori ed aree finora non indagate; favorire l'interscambio di prodotti e di cultura tra i diversi paesi europei, al fine di garantire un vero processo di integrazione; rendere sempre più agevole e concreta la partecipazione dei cittadini sia alle fasi di individuazione delle risorse locali che a quelle progettuali ed attuative.

 


Tina Galante
(Piazza Libertà)