Malleabilità, versatilità, facilità di reperimento: questo è il legno, uno dei materiali più utilizzati dall'uomo. L'abilità degli antichi artigiani ritorna nella bottega del castello. Ad occuparsene un esperto: figlio di uno dei pochi lavoratori del legno ancora rimasti nella terra irpina, ancora rimasti a Bisaccia. Tra gli obiettivi del GAL anche la diffusione di una cultura ancora presente, una passione cresciuta proporzionalmente all'amore per un materiale caldo ed ecologico, economico e naturale, che contrasta con il sintetico che riempie ormai la nostra quotidianità: la lavorazione del legno, mirata a restituire l'antico splendore di mobili ed oggetti. Nel laboratorio artigiano del castello di Bisaccia si lavora questo nobile ed umile prodotto della natura per trasformarlo in oggetti decorativi o di uso pratico. È un giovane bisaccese a fare da guida nel percorso alla scoperta della trasformazione, di un restauro arricchito dalla fantasia di chi cresce imparando.

Spazio a seghe, martelli, scalpelli e carta vetrata, nella bottega, per i manufatti in legno inciso ed intagliato, testimonianze di una cultura legata alla civiltà agricola pastorale, che ha nutrito in passato un artigianato di utilità e di grande bellezza. Le attività di creazione di oggettistica e, in prospettiva, di restauro vengono condotte con scrupolo e delicatezza, effettuando prima di tutto uno studio, per individuare le tecniche più idonee d'intervento, e per procedere, quindi, con sicurezza alla lavorazione, nel pieno rispetto dell'oggetto che, ad opera ultimata, dovrà mantenere il suo fascino antico. Un materiale utilizzato fin dalla preistoria: il legno. Le sue caratteristiche, quelle per così dire tecnologiche, ne hanno decretato la sua "forza": la flessibilità, l'elasticità, la fendibilità. L'idea_forza di questa bottega, oltre alla valorizzazione del semplice talento personale, è di ridonare vita al legno, con una lavorazione che ne valorizzi, senza forzature, il fascino naturale ed il calore primitivo. Per trasmettere, attraverso un semplice materiale, la bellezza, l'amore e la passione con cui gli oggetti vengono prodotti. È l'artigianato a rivivere nella bottega di Bisaccia, frutto di un lavoro attento e paziente, che rinasce in terra irpina. Spazio al mestiere più antico, dunque. Per necessità, quella di conservare un'antica tradizione, il laboratorio è dedicato alla fabbricazione di strumenti, alla lavorazione di oggetti, anche di uso quotidiano, che conservano fascino e funzionalità: taglieri, recipienti, ciotole, stampi, barattoli, cornici, pettini, giocattoli e culle sono solo alcune delle opere da esporre e presentare al pubblico. Un laboratorio da poter dedicare anche al restauro: l'applicazione di tecniche per la conservazione e la finitura del legno. È qui che si potranno riparare e proteggere mobili antichi dal degrado o sostituire parti mancanti o rovinate, ma non solo. La bottega nasce anche con l'intento di riuscire ad avvicinare i giovani amanti del legno o chiunque lo voglia, alla lavorazione di questo materiale antico. A sentirlo sotto le mani, al desiderio di riuscire a realizzare anche un piccolo oggetto, utilizzando i criteri di un tempo e i metodi classici di costruzione. Lavorare il legno è cosa che va fatta per passione. E non c'è cosa migliore che stare accanto ad artigiani capaci, assistere un esperto falegname, seguirlo nei suoi passi, nelle sue costruzioni e applicazioni.

Un atelier insomma: qui nella bottega del legno si possono imparare le tecniche, costruire e adoperare gli strumenti. Quell'arte della lavorazione, sviluppata in passato dai pastori con una straordinaria abilità, e perfezionata in secoli di vita condotta in condizioni di isolamento, ritorna nelle giovani mani del laboratorio ideato nell'ambito del Piano di Azione Locale. Anche qui, nella bottega irpina, vive la testimonianza di un epoca, di un luogo, di usi e costumi esistenti fino all'alba dell'era industriale. Un laboratorio dove mestiere e arte viaggiano di pari passo, dove il falegname può progettare, decorare, realizzare, intarsiare e restaurare.

Entrare nella bottega del falegname, il bisaccese Cristian Mitrione, significa poter rivivere momenti di storia, di arte e cultura locale e fare un viaggio nella tradizione, quella dei contadini e degli artigiani d'Irpinia.

Fu così che maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e rideva come un bambino.

 

G. M.
(Otto Pagine)