Botteghe-scuola, laboratori d'artigianato. Tra le pietre del castello di Bisaccia le antiche arti ritrovano il proprio nucleo originario. Che, grazie all'attività del Gruppo di Azione Locale, conosce una ulteriore evoluzione. Diventa patrimonio culturale, si arricchisce a poco a poco di notizie storiche, aneddoti, racconti, consigli, assumendo quel carattere istruttivo e privato insieme. L'artigianato diventa così una delle più gradite letture di un paese, e allo stesso tempo testimonianza preziosa di un'epoca e di una popolazione. Su questo filo conduttore sorge la bottega, un modello che si moltiplica e diversifica negli argomenti, dando origine ai laboratori della ceramica, della pietra, della lavorazione del legno, del restauro del libro, della tessitura e della fotografia, che si affiancano alle altre azioni messe in opera dal Gruppo di Azione Locale. È un'idea che nasce per soddisfare le esigenze di concretezza e di specializzazione, e che ha radici salde nella storia. Grazie ad essa i giovani diventano maestri del genere, con vere e proprie funzioni didattiche per tutti i visitatori e con l'ausilio di tecniche e metodi moderni che non cancellano lo spirito degli antichi. Il percorso del recupero della tradizione si snoda attraverso tre strumenti essenziali: la mente, per lo studio e la ricerca; l'impegno, per l'esercizio, e le mani, mezzo unico e prezioso. Stimoli e idee si concretizzano grazie ai nuovi specialisti irpini, rendendo creativamente visibile il lavoro di mesi. Il tutto si traduce poi nell'esposizione di prodotti finiti, nella dimostrazione pratica e, infine, nella commercializzazione. Vi si troveranno aree dedicate esclusivamente all'utilizzo di macchinari e strumenti antichi per creare i manufatti dei nostri giorni, e spazi attrezzati per la formazione. Un progetto ambizioso, insomma, realizzato dal GAL attraverso l'attivazione dei finanziamenti di cui all'Iniziativa Comunitaria LEADER II che ha anche messo in atto interventi strutturali, come quelli finalizzati al completamento ed all'adeguamento degli spazi del castello destinati all'allestimento delle botteghe.

Nell'atmosfera magica di questa oasi del Mezzogiorno si nascondono arti e mestieri di un tempo, tecniche e modalità di lavoro avvolti dall'oblio della tecnologia. Valorizzazione. È questo l'imperativo categorico seguito dal Gruppo di Azione Locale, dedito a rivisitare antiche procedure, contribuire alla rinascita di quelli che un tempo erano i mestieri della strada, del piccolo villaggio rurale e montanaro, in settori che rischiano di scomparire. Idee antiche si colorano di modernità. Una fase, la prima del progetto, è stata di animazione e informazione territoriale, di incontri a carattere settoriale, tra gli imprenditori locali e i responsabili del GAL per presentare l'iniziativa. È stato un processo di divulgazione e di promozione della conoscenza del Piano che si è avvalso di una specifica collaborazione, quella della Confederazione Nazionale degli Artigiani cui è seguita l'individuazione di un luogo che potesse corrispondere alla magia delle cinque botteghe artigiane. La scelta è caduta sui locali del castello di Bisaccia, messi a disposizione dal comune altoirpino. Il castello ducale, realizzato nel 977, completamente restaurato dopo i terremoti del 1300, 1694, 1930 e 1980, presenta ora al suo interno trenta ambienti. Quale luogo migliore, quindi, per adattare, in alcuni di essi, laboratori e botteghe-scuola, della sede estiva di Federico II? In esso i giovani possono esporre le proprie creazioni tra volte a crociera e archi in pietra lavorata, in una struttura che ha tutte le potenzialità per divenire un centro culturale di valore. È da qui che è partita la fase operativa del progetto. Per le botteghe-scuola di ceramica, pietra, restauro del legno e fotografia, a beneficiare del finanziamento per l'allestimento sono stati singoli privati. Per il laboratorio di tessitura con tecniche tradizionali a beneficiare dei fondi è stata un'ex allieva del corrispondente corso di formazione.

Chi ha deciso di mettersi in gioco, di essere protagonista di una nuova filosofia, di scegliere un'occupazione alternativa, ha trovato nelle botteghe-scuola l'opportunità che non c'era. Esperti, maestri artigiani hanno trascorso mesi in terra irpina, a Bisaccia. Hanno seguito passo passo i giovani, e insegnato loro le procedure antiche della lavorazione su telai e del restauro del libro. Poi due stage. Uno in Umbria, presso i più importanti laboratori di tessitura, e l'altro a Firenze, curato dai massimi esperti del settore. Insomma, un percorso tra arte, storia, cultura, tradizione e contemporaneità. Il mestiere diventa così occupazione diversa, risorsa dell'economia irpina e contribuisce a mantenere viva la tradizione del nobile lavoro manuale, affinché l'artigianato locale possa entrare di nuovo nelle nostre case.

 

 

Diana Cataldo e Giovanna Mauro
(Otto Pagine)