Marco D'Acunto

 

Appare evidente, fin dalle prime battute, che la progettazione degli interventi del Piano di Azione Locale Leader II "Terre d'Irpinia" relativi al turismo rurale mirava alla costruzione, attorno ad una serie di "nodi" (già individuati o da individuare) di una intera rete di strutture, appuntamenti, possibilità di fruizione dell'Alta Irpinia. L'itinerario turistico che il PAL avrebbe cercato di realizzare ed avrebbe, conseguentemente, offerto al viaggiatore sarebbe partito proprio da alcuni punti particolarmente rappresentativi del territorio che, nelle intenzioni dei disegnatori di questa idea di sviluppo, dovevano fungere proprio da "nodi" principali della rete di cui si diceva prima. Un progetto ambizioso, che oggi potremmo definire addirittura ipertestuale come concetto. Infatti, proprio dal primo "nodo" previsto nel piano di interventi, il Ristorante-Museo di Rocca San Felice, si sarebbe dovuta dipanare una serie di link che avrebbero portato alle varie emergenze territoriali degne di essere offerte al turista. Emergenze territoriali dislocate all'interno di un contesto spaziale ampio ma ben delimitato ed indicato da un sistema di segnaletica ambientale che avrebbe avuto il compito di collegare fra loro non solo i "nodi" fin qui intesi e descritti, ma anche tutti i siti di particolare interesse naturalistico, storico-artistico ed archeologico su alcuni dei quali l'intervento del Piano LEADER aveva già apportato il suo input di valorizzazioni e di studi. Progetto ambizioso, si diceva, soprattutto per le difficoltà morfologiche del territorio che piuttosto che facilitarne la permanenza allontanano il turista da queste zone, distanti dalle grandi arterie di viabilità e comunicazione. Un territorio che necessitava e necessita, dunque, di un grosso sforzo verso una collocazione centrale e privilegiata all'interno degli itinerari turistici nazionali ed internazionali. Sforzo che, in buona parte, avrebbe dovuto compiere l'Ufficio per lo Sviluppo Turistico. Ad esso, una volta creato, doveva spettare il compito di fungere da trait d'union tra le bellezze del territorio e la domanda commerciale attraverso l'interazione intelligente e costante con le agenzie turistiche ed i tour operators esterni.

Ecco. Tutte le azioni del PAL relative al turismo rurale possono essere riassunte in queste poche righe. E non ci si lasci influenzare dalla semplicità della descrizione. Quando il Piano era stato presentato per la sovvenzione della Giunta Regionale della Campania, appariva immediatamente evidente la mole incredibile di lavoro e di sforzi cui i progettisti e tutti coloro chiamati a realizzarlo sarebbero andati incontro.

Gli operatori dell'iniziativa LEADER II hanno ritenuto di dover avviare i lavori immediatamente, attuando un'azione che desse in maniera evidente il senso delle ripercussioni dell'iniziativa sull'economia locale e sulla qualità del territorio. Questo proprio per dare visibilità al progetto, che da un lato mira alla creazione di nuove opportunità occupazionali e imprenditoriali correlate alla valorizzazione dei prodotti locali; dall'altro, a far conoscere sempre più la cultura della salvaguardia delle risorse ambientali, comprese quelle alimentari. Per tali ed intelligenti motivi l'iniziativa LEADER, in Alta Irpinia, nel settore del turismo rurale ha preso il via con la realizzazione del "Ristorante-Museo" di Rocca San Felice, un'azione che ha messo immediatamente di fronte soggetti pubblici e privati: si tratta, appunto, della realizzazione di un ristorante_museo ubicato in un'immobile di proprietà dell'Amministrazione comunale. Nelle intenzioni dei progettisti doveva essere il primo dei "nodi" della rete turistica dell'intera area. Oggi è una realtà: ci si arriva dalla piazza principale del paese, dopo avere percorso la prima cinta di abitazioni dell'incontaminato ed intatto borgo medievale. Per realizzarlo si è partiti proprio dal lasciapassare dell'Amministrazione alla locazione dell'immobile che un gruppo di privati, risultati aggiudicatari del finanziamento a seguito di un regolare bando di prequalificazione e di una successiva selezione tramite gara, avrebbe dovuto destinare all'uopo, anche attraverso una serie di interventi di adeguamento architettonico e di arredo e sistemazione, e con un investimento (il 25% dell'importo totale) complementare a quello previsto nel Piano di Azione Locale. La originale idea alla base del progetto del ristorante-museo era quella di promuovere in maniera combinata non solo i prodotti, ma anche la cultura e la storia dei luoghi. Ciò, a Rocca San Felice, era particolarmente proponibile vista la presenza del Museo Civico che ospita buona parte dei reperti archeologici ritrovati nei pressi del castello. Appariva ovvio, fin dal primo momento, il target di una simile offerta turistica: il turista di qualità. Un turista che, entrato in questo primo "nodo" della rete LEADER, avrebbe potuto degustare piatti tradizionali elaborati essenzialmente con prodotti dell'area, avrebbe potuto ammirare ed acquistare i prodotti tipici locali. Per affiancare a queste attività il momento "culturale" dell'iniziativa, i soggetti aggiudicatari del finanziamento erano obbligati a raccogliere, sistematizzare e divulgare un ricettario tipico, a catalogare e rendere fruibili le informazioni e le immagini delle attrezzature e degli strumenti della tradizione alimentare locale.

Il lavoro degli aggiudicatari, se si bada alla trasformazione del pre_esistente, è stato volto principalmente alla realizzazione di un espositore di vivande situato tra i due diversi livelli di ubicazione della cucina e delle sale da pranzo, alla sostituzione di una scala a chiocciola con una scala di larghezza adeguata, alla realizzazione di un camino che oggi funge essenzialmente da separazione tra l'ingresso ed il locale sottostante. Va da se che, per la funzionalità della struttura, sono stati effettuati lavori agli impianti elettrico, idrico e del riscaldamento.

La scelta di avviare dal borgo medievale di Rocca San Felice le azioni dell'iniziativa LEADER non è stata casuale. È una scelta che si impone come guida nella individuazione delle peculiarità che avrebbero dovuto avere e che dovranno avere gli altri "nodi" della rete turistica per individuare i quali, nel rispetto dell'azione B.3.1 prevista dal PAL, si è proceduto nel corso del triennio di attività, alla schedatura ed alla catalogazione delle "emergenze" dell'area: cioè a dire, di tutti quei luoghi di particolare interesse e con adeguate potenzialità e vocazioni turistiche suscettibili di valorizzazione; che testimoniassero della civiltà e della cultura irpine e che non necessitassero di radicali interventi di ristrutturazione e di adeguamento. Gli operatori del Piano di Azione Locale hanno dovuto, perciò, effettuare una ricerca davvero attenta non trattandosi, come è intuitivo comprendere, di individuare siti già famosi per la loro "monumentalità". Al contrario, la ricerca doveva interessare quei luoghi legati in maniera peculiare alla civiltà rurale ed al suo ambiente e che rispondessero ai requisiti, individuati dai progettisti, che conferiscono anche all'architettura "minore" la caratteristica di bene culturale. La schedatura di tali luoghi doveva condurre alla individuazione dei primi cinque "nodi" della rete turistica LEADER II.

Tale delicata fase di ricerca si è conclusa nel mese di marzo del 1999. Il passo immediatamente successivo è stato quello di redigere un catalogo. La ricerca è stata condotta in gran parte grazie a fonti di conoscenza diretta del territorio rurale. I manufatti individuati (mulini, fontane, ecc.) sono stati fotografati e selezionati al fine di una indagine più approfondita. Proprio da tale ricerca sono stati individuati dei siti del tutto originali quanto emblematici per la loro caratterizzazione tipica, vale a dire una masseria fortificata nel Comune di Lacedonia ed un ovile semicircolare nel territorio di Aquilonia. Proprio a queste tipologie di manufatti è stata data la priorità nel bando pubblicato nel 1999 dal GAL CILSI relativo a "Interventi di adeguamento e ristrutturazione di siti di particolare interesse architettonico e ambientale". Purtroppo la prova dei fatti non ha reso possibile la ristrutturazione dei due manufatti. A Lacedonia, infatti, i vari proprietari della masseria non hanno raggiunto un accordo tra di loro sprecando una grossa opportunità, mentre ad Aquilonia l'ovile è stato solamente schedato e rientrerà nel catalogo. L'attività di ricerca ed il suddetto avviso pubblico hanno consentito di coinvolgere la popolazione del posto in maniera attiva e partecipativa e di mettere meglio a fuoco i luoghi ed i soggetti interessati all'intervento di valorizzazione. Questi luoghi avrebbero dovuto, una volta effettuati gli interventi, divenire nodi della rete turistica da utilizzare, anche, come sedi di esposizione e di distribuzione dei prodotti locali, sedi di smistamento delle informazioni e sedi per ospitare eventi di interesse culturale e ricreativo. È attraverso la suddetta procedura, supportata dall'attività di animazione, che è stato possibile rendere utilizzabili, ad esempio, alcuni locali del castello di Bisaccia per la realizzazione di attività collegate ad un altro settore di intervento del PAL, l'artigianato (con l'allestimento delle botteghe_scuola delle quali si parla diffusamente in un'altra sezione di questa rivista). Un altro intervento, scaturito dall'attività d'informazione, è stato quello relativo all'adeguamento di una ex scuola rurale situata in Contrada San Vito nel territorio di Torella dei Lombardi destinata ad ospitare un Laboratorio di Educazione Ambientale funzionale. Si capisce da tutto ciò che, come già evidenziato nella sintesi introduttiva dal collega Luca Cipriano, uno degli obiettivi del progetto originario (quello di integrare fra loro le varie azioni finanziate nell'ambito del PAL) è stato pienamente conseguito.

Altre emergenze individuate erano costituite da un piccolo fabbricato urbano da destinare a centro di esposizione dei prodotti locali nel territorio di Morra de Sanctis; dalla "Torricella" _ fabbricato di interesse storico _ nel territorio di Lioni; da un fabbricato urbano da destinare ad attività di informazione_formazione nel territorio di Rocca San Felice; da una serie di antiche fontane rurali nel territorio di Bisaccia. Inoltre, erano stati individuati due siti di particolare interesse ambientale che necessitavano di una riqualificazione: il sentiero Valle dell'Isca tra i laghetti di Morra de Sanctis (la cui idea progetto presentata dal Comune prevedeva anche il recupero di alcune fontane antiche) ed il sito montano di località Gavitoni nel territorio di Lioni. Altri tre progetti approvati e finanziati provenivano dalle candidature di privati: un mulino ad acqua nel territorio di Morra De Sanctis, una casa rurale nel territorio di Lioni ed un'altra con piccionaia in quello di Andretta. Tutti interventi che per andare a buon fine avrebbero dovuto rispettare i criteri previsti dal Piano di Azione Locale: recupero e rispetto delle tecnologie costruttive tradizionali. Queste realizzazioni, dopo uno sforzo davvero immane di lavoro e di persuasione nei confronti soprattutto dei proprietari privati, ha dato una serie di risultati davvero notevoli. E non ci si crucci se lungo la strada qualcuno di essi si è tirato indietro (si veda il mancato recupero della piccionaia di Andretta): quasi tutta la progettazione avviata è stata portata a termine. Oggi la rete turistica LEADER si è arricchita di una serie di "nodi" già pronti ad ospitare attività d'interesse turistico, come nel caso di Morra de Sanctis, dove il piccolo fabbricato urbano è diventato un attrezzato laboratorio di cucina tradizionale. Allo stesso modo, nel Comune di Lioni, presso i locali adiacenti la "Torricella" saranno ospitati i centri Informagiovani, Informaimprese e di Informazione Turistica gestito, quest'ultimo, dalla stessa società che gestisce il centro di informazione di Torella dei Lombardi su cui ci soffermeremo più avanti. A Conza della Campania, invece, la Pro Loco gestirà il Laboratorio multimediale _ Museo virtuale ed una piccola esposizione di reperti e testimonianze dell'antica Compsa. Il percorso delle vie dell'acqua di Bisaccia e quello della valle dell'Isca, a Morra, sono ora una realtà fruibile. Quest'ultimo consente di raggiungere i due laghetti a valle e di arrivare fino al Mulino ad acqua "Donatelli", ristrutturato e funzionante, grazie all'intervento del GAL e disponibile per attività promozionali legate al turismo rurale. Anche Lioni ha beneficiato di piccoli interventi mirati che arricchiscono itinerari già esistenti: quello della località Gavitoni, particolarmente gradevole dal punto di vista naturalistico, che oggi è un vero percorso tra fontane ed aree attrezzate per pic nic e quello di località Procisa Nuova, dove è stato riattato un piccolo rifugio montano di proprietà del sig. Perna.

Come parzialmente anticipato nella parte introduttiva di questo lavoro, tutta la rete turistica LEADER è oggi evidenziata da una segnaletica accuratamente studiata, progettata ed avviata contestualmente alla fase di catalogazione. Una segnaletica che al momento di andare in stampa è in via di installazione. Questo intervento è finalizzato a caratterizzare e rendere immediatamente riconoscibile l'azione LEADER II sul territorio altoirpino. Cartelli segnaletici di localizzazione sul modello "totem" in legno, cartelli direzionali e/o comportamentali guideranno il turista nell'area.

Appare evidente, in conclusione, lo sforzo compiuto dagli operatori del GAL che hanno sviluppato nel corso degli anni un'idea di turismo che guarda al futuro recuperando in pieno il passato, le pre_esistenze, il senso di una cultura contadina che oggi si ripropone come vera conoscenza dei luoghi e guida attraverso la rete turistica LEADER. Una scommessa che presenta tutti i requisiti per essere vinta, che parte dall'idea che lo sviluppo, se costruito dal basso e rispettando le vocazioni del territorio, può consentire autonomia e possibilità di sussistenza economica.

L'azione dei progettisti di quest'idea ha incontrato non poche difficoltà nella mentalità della gente del luogo, non sempre incline a scommettere su se stessa. Il passo compiuto con il PAL e con l'azione LEADER è un'impronta che, in quanto tale, lascia il segno. Un segno che potrebbe essere ancora più marcato se le prossime iniziative di finanziamento pubblico saranno incanalate giustamente - per restare in tema di cultura contadina - nei solchi già tracciati e seminati.