Lui è un sax al vento e uncina le sue note che sembrano scoppi, temporali, sussulti di un essere vasto e indecifrabile.  Lui è un cavallo e sembra che con una nota voglia tirarsi dietro il mondo, tirarlo fuori per i capelli dalla sua palude. Lui certe volte suona come un cinghiale ferito e vanno tra i cespugli le sue note e poi escono e si portano dietro terra e foglie.

Sto parlando di uno nato in un paese che produce grano e insegnanti. Lacedonia con un breve scarto alfabetico diventa Macedonia. E da lì adesso viene una musica che tanto piace ai sofisticati d'occidente. Da Lacedonia viene il sax tagliente e luciferino di Pasquale Innarella. Adesso vive a Roma e le sue pirotecnie sonore vagano per il mondo, ma nel viso è impressa la sua origine di irpino d'oriente. Da lì viene la forza che fabbrica le note vorticose del suo sax. Da un corpo che respira adrenalina e sembra che suoni anche quando sta fermo e muto. Innarella non si è lasciato avvilire dai flebili respiri da sanatorio che circolano negli ambienti intellettuali.

Pur spingendo la sua ricerca in territori rarefatti e poco frequentati, la sua musica e il suo carattere conservano una presenza tangibile e marcata che ci rinfranca da tante vaghezze e astruserie inconsistenti: troppe esperienze artistiche contemporanee sembrano rivendicare la nullità e l'insignificanza, senza accorgersi che esse sono già nulla e perfettamente insignificanti. Acutamente il sociologo francese Braudillard fa notare che la "pretesa di insignificanza non è altro che un bluff e un ricatto, per costringere al contrario le persone a dare significato e credito sottinteso: non è possibile che sia così insignificante, deve nascondere qualcosa".

Il musicista lacedone non ci offre una minestrina leggera, una musica di mossette e moine, una tisana disintossicante, ma un grumo di note infuriate, una vampa che fonda, che affonda nel cuore un ferro di cavallo infuocato. Nella grigia apnea di questi anni, nel mondo ridotto a una piccola tazza di alghe convalescenti, persone come Innarella costituiscono un prezioso corroborante