La riflessione di uno degli insegnanti che hanno partecipato alla seconda fase del Corso


 

Dopo la presentazione delle iniziative in corso in ciascuna delle Scuole del territorio Leader, la discussione tra gli insegnanti e la prof. Volpicella, dell’Università di Bari, ha fatto emergere che la maggior parte delle attività è stata svolta grazie alla volontà dei singoli insegnanti (dopo aver ricevuto il "placet" dei Consigli di classe) ma con scarsi mezzi finanziari, e non sempre con il coinvolgimento dell’intera scuola.

Al contempo, nel delineare la possibile "scuola del futuro", tutti hanno sottolineato come il rapporto tra scuola e territorio, la trasversalità, la complessità si ritrovano nei nuovi regolamenti scolastici e la necessità per la scuola di rapportarsi al territorio e alla comunità locale, nella definizione del proprio progetto educativo complessivo, e di scoprire prerogative e potenzialità legate al proprio vissuto. Inoltre, rispetto al tema "Il territorio racconta se stesso" sono emerse alcune idee attorno alle quali sarebbe interessante tentare di lavorare nelle varie scuole di ogni ordine e grado.

Ne riportiamo alcune:

- il tema della vegetazione, delle piante, degli alberi che caratterizzano il territorio in cui si trova la scuola. Si tratta di piante e alberi che i ragazzi guardano ogni giorno, nelle quattro stagioni, ma di cui non sempre conoscono i nomi, l’importanza che esse possono avere oggi o che hanno avuto nel passato, i miti e le leggende che le avvolgono. Esse possono anche essere catalogate, dopo aver raccolto foglie, frutti, semi consentendo ai ragazzi anche lo svolgimento di attività manuali;

- la possibilità di raccogliere dati agrometeorologici, presso capannine presenti sul territorio, in un arco temporale significativo in modo da studiare l’evoluzione climatica della propria zona, in relazione ai tanto discussi "effetto serra" e fenomeni noti come "desertificazione".

Un'idea che può interessare gli alunni di Scuola materna ed elementare riguarda "i colori del terreno" e le sensazioni che tali colori (ma anche un traliccio della corrente o una casa isolata o le colture estensive) possono dare ai ragazzi.

Sono alcune delle tante altre idee emerse, utili allo scopo di suscitare e stimolare nei ragazzi la consapevolezza della ricchezza ambientale e culturale del proprio territorio, fondamentale per un loro inserimento attivo nella realtà locale. Solo attraverso la riscoperta delle proprie radici e la conoscenza del presente è possibile un rilancio sociale ed economico della propria zona. Tutto ciò è ancora più vero in questo momento storico in cui il termine "globalizzazione" tende ad assumere il significato negativo di "omologazione" e "appiattimento culturale" e necessario risulta il "contrappeso" costituito dalla "comunità locale" (intesa non come localismo) in grado di decidere, contare, comunicare passando attraverso il recupero di radici e storie millenarie.