Il progetto RISE (Rete Informativa per lo Scambio delle Esperienze), promosso dalla CGIL di Avellino, attuato dal C.R.E.S.M. Campania con la collaborazione di Exedra Consulting e Istituto RSO e patrocinato dall’Amministrazione Provinciale di Avellino, è giunto al completamento della prima fase del programma di lavoro.

I primi risultati sono stati raccolti in un volume1 pubblicato dal C.R.E.S.M. Campania e presentati in occasione del meeting nazionale e transnazionale svoltosi presso la sede dell’Amministrazione Provinciale di Avellino il 22 dicembre 1998.

RISE prevede la costruzione di banche dati sull’innovazione tecnologica ed organizzativa e la costituzione di una rete cooperativa di attori sociali finalizzata allo scambio ed alla condivisione di esperienze.

Nell’approfondire questi temi, ci si è trovati immediatamente a fare i conti con le impostazioni meto- dologiche e pratiche che in questi mesi hanno occupato la scena della riflessione accademica e dello sviluppo socioeconomico e che vanno sotto il nome di knowledge management.2

Ciò ha comportato una revisione terminologica (lieve) ed una piena consapevolezza che RISE, nei suoi metodi e nelle sue finalità, è un progetto di knowledge management, in quanto ha l’obiettivo di intervenire nei processi di creazione e condivisione della conoscenza.

Lo spazio di intervento di RISE è quello dell’inte- razione tra attori sociali, in primis le organizzazioni sindacali e le aziende, sui temi dell’innovazione tecnologica e organizzativa.

Alla base di RISE c’è un’impostazione di metodo in base alla quale si assume che i progetti di in- tervento tecnico-organizzativo efficaci sono quelli che tengono conto congiuntamente di tutte le dimensioni del Sistema Socio-Tecnico e che, quindi, raggiungono risultati positivi sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale.

È questa la conoscenza che RISE si propone di raccogliere e diffondere tra gli attori sociali, a partire dall’esplicitazione delle loro stesse esperienze e diffondendo le prassi migliori che meglio descrivono le esperienze di successo coerenti con i temi di RISE.

L’obiettivo è quello di superare pienamente le impostazioni che vedono i cambiamenti indotti dallo sviluppo dell’Information Society come un fatto meramente tecnologico, neutro e da subire più o meno consapevolmente.

Le organizzazioni che hanno successo, o che meglio riescono a vivere in un ambiente economico sempre più impegnativo, sono quelle che innovano a partire da un forte coinvolgimento delle persone, realizzando un Sistema Socio-Tecnico coerente in tutte le sue componenti (organizzazione, tecnologia, risorse umane, sistema professionale, processi, sistema sociale) e promuovendo il miglioramento della Qualità della Vita Lavorativa e l’Empowerment delle persone.

Appare evidente come i temi affrontati da RISE sono il naturale proseguimento di un impegno sullo sviluppo locale sostenibile che, a livello europeo, sta vivendo un momento di riflessione e di azione (inter)organizzativa tra gli attori sociali coinvolti in tali tematiche; l’iniziativa DELOS Constellation rappresenta l’esito pratico di tale momento di coinvol gimento ed azione comune3 .

I temi di RISE, in particolare i concetti di Qualità della Vita Lavorativa, di Empowerment delle persone, di progettazione partecipati- va delle dimensioni del Sistema Socio-Tecnico, di Ecologia del Lavoro, costituiscono la componente "urbana", orientata al contesto organizzativo e produttivo, della riflessione sullo sviluppo locale sostenibile.

Il tratto unificante è rappresentato dal concetto di sostenibilità, da intendersi in termini di atteggiamento responsabile verso l’ambiente e le risorse fisiche e naturali ma anche come ecologia del lavoro, ovvero come rispetto e protezione dell’integrità della persona coinvolta nei contesti organizzativi e negli ambiti produttivi (sviluppo socialmente sostenibile).

Anche il concetto correlato di "locale" trova corrispondenza nei temi di RISE: ci si riferisce, qui, ai concetti che richiamano l’unicità e la peculiarità dei singoli contesti Socio-Organizzativi (rifiuto dell’approccio della one best way di organizzazione scientifica, valorizzazione dei sistemi sociali interni alle organizzazioni, cooperazione lavorativa, auto-organizzazione dei team).

Infine, il concetto di Empowerment delle persone, alla base dei modelli RISE, trova il suo omologo concettuale all’interno della riflessione sullo sviluppo locale sostenibile nel concetto di Empowerment di comunità.

L’empowerment individuale è il miglioramento della Qualità della Vita Lavorativa, attraverso la partecipazione consapevole, autono- ma, integra e socialmente realizzata delle persone ai processi produttivi4 , in contesti che promuovono e costruiscono inclusione sociale, (ri)qualificazione continua e responsabilità sociale dell’impresa.

Dall’altra parte, l’empowerment di comunità è la valorizzazione della capacità delle comunità locali di esprimere auto-organizzazione ed iniziativa politica, economica e sociale, contando sulle proprie forze, valorizzando le proprie risorse (economiche, sociali, culturali e naturali) e promuovendo sviluppo sostenibile perché autocentrato.

In conclusione, si può dire che RISE ha rappresentato (e rappresenta) un’effettiva continuazione, in ambiti diversi da quelli usualmente toccati dalla pratica dello sviluppo locale, dei temi e degli approcci "tradizionali", con una nuova interpretazione dei concetti di rapporto urbano/rurale (città/campagna) e persona/ambiente.

1 S.Celano, A.Landolfi, T.Schael, Adapt RISE: un progetto di Knowledge Management, De Angelis Editore, 1998.

2 Ad esempio, a tale tema è dedicato l’intero rapporto 1998/1999 della Banca Mondiale sullo sviluppo:
The World Bank Group, World Development Report 1998/1999: Knowledge for Development; vedi, inoltre: S.Denning, What is knowledge management?
A background document to the World Development Report, World Bank, October 1998.

3 Vedi la pagina di DELOS, Associazione Internazionale per lo Sviluppo Locale Sostenibile: http://www.aracne.it/delos/delos.htm

4 Cfr. F.Butera, T.Schael, The Renaissance of Socio-Technical System Design, IRSO Working Paper n.1/97.

 

Serafino Celano