L'idea di "Parco Letterario" nasce in Italia da una specifica iniziativa avviata diversi anni addietro dalla Fondazione Ippolito Nievo. Gli elementi caratterizzanti sono presto detti: esistono autori che, grazie al successo delle proprie opere letterarie, hanno immortalato ambienti e contesti naturali talvolta per avervi realmente vissuto, talvolta per averli consegnati all’immaginario collettivo attraverso una poesia od un romanzo. In queste aree di territorio è possibile tracciare dei veri e propri itinerari culturali che risveglino nel visitatore la sua fantasia stimolandolo, grazie al sentimento, ad un approfondimento che esalti il tradizionale approccio alla risorsa museale, architettonica o naturale.

Il concetto di fondo di Parco Letterario è dunque quello di riscoprire, attraverso la memoria e la letteratura, luoghi che siano in grado di trasformare il proprio potenziale "culturale" in potenziale di tipo economico. È infatti chiaro che la realizzazione di un Parco Letterario può diventare un’ottima opportunità di sviluppo culturale, turistico ed imprenditoriale: basti pensare alle numerose iniziative attivabili in modo funzionale agli spunti letterari (visite guidate, convegni, editoria...) od ai servizi necessari per un’adeguata accoglienza dei visitatori (ricettività, artigianato, informazione…).

Il Parco diventa quindi non solo elemento di valorizzazione e tutela ma anche occasione di sviluppo del territorio. In questa ottica il Parco è uno strumento particolarmente versatile: i suoi confini sono così elastici da poter facilmente recepire, qualora le circostanze lo richiedano, nuove esigenze e nuove opportunità; né va sottovalutato il suo contributo al rafforzamento delle identità locali, in termini di "orgoglio di appartenenza" ad una comunità, ed al recupero di attività economiche tipiche del luogo prescelto.

 

Il Parco Letterario "Francesco De Sanctis"

L’Unione Europea, nell’ambito del QCS Italia Obiettivo 1 1994/1999 Asse 3.1 "Incentivi agli investimenti turistici", ha approvato la Sovvenzione Globale dal titolo "I Parchi Letterari" affidandone l’attuazione alla Società per l’Imprenditorialità Giovanile (IG S.p.A.), alla Fondazione Ippolito Nievo ed al Touring Club Italiano.

Il Concorso di idee, sviluppatosi nel 1998, ha visto tra i vincitori il progetto di Parco Letterario intitolato a Francesco De Sanctis; il soggetto proponente è stato il Comune di Morra De Sanctis, coadiuvato da un Comitato Promotore che comprende oltre alla Provincia di Avellino, ai sei Comuni desanctisiani ed alla Comunità Montana Alta Irpinia, anche l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il Politecnico federale di Zurigo (dove il De Sanctis insegnò durante l’esilio), l’ANIMI (Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia), il CESTUD (Centro Studi per gli Scambi con l’Estero), il FORCOM (Consorzio Interuniversitario di Formazione per la Comunicazione), l’IRFED (Istituto di Ricerca Formazione E Documentazione) di Avellino, il CRESM Campania (Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione) che ha curato anche la redazione del progetto. Questo si basa sulla figura del sommo critico Francesco De Sanctis (1817-1883), nato a Morra Irpino (oggi Morra De Sanctis), ed in particolare su due opere autobiografiche che testimoniano il suo affetto per la natia Irpinia: "La giovinezza" ed "Un viaggio elettorale".

La prima rievoca ambienti e paesaggi soprattutto morresi; la seconda fa riferimento al viaggio compiuto dall’autore nel collegio elettorale di Lacedonia per sostenere la propria candidatura alle elezioni politiche del 1874/1875 e descrive scorci e paesaggi non solo di Morra, ma anche di S. Angelo dei Lombardi, Calitri, Andretta, Bisaccia, Guardia dei Lombardi, Lacedonia.

L’idea-guida riflette i concetti di Parco Letterario ricordati prima:

1) valorizzare i luoghi e le memorie desanctisiane suscitando in adeguate fasce di utenza emozioni ed interessi in prima battuta prevalentemente culturali;

2) utilizzare la presenza ed il tempo libero del visitatore per sensibilizzarlo attraverso specifiche iniziative all’ambiente che lo circonda (natura, storia, folklore, monumenti...);

3) avviare un processo di investimenti finalizzati alla valorizzazione turistica dell’Alta Irpinia ed alla conseguente creazione di posti di lavoro (accoglienza, ristorazione, artigianato, ecc.).

Coerentemente con queste strategie il Parco Letterario "F. De Sanctis" può contare su alcune circostanze particolarmente favorevoli:

a) la vocazione turistica del territorio, ricco di risorse ambientali (boschi, laghi, sorgenti...) e culturali (chiese, castelli, centri storici, scavi archeologici...) e già coinvolto in altre iniziative di sviluppo locale con le quali è possibile creare forti sinergie. Tra queste basterà ricordare lo stesso P.A.L. "Terre d’Irpinia";

b) la crescente domanda di turismo basato su "cultura e ambiente", più coinvolgente sul piano personale, più economico e riposante, alternativo a quello sovraffollato e stressante delle coste estive;

c) la notevole disponibilità abitativa, sia in termini di qualità che di quantità di vani, in cui si sono venuti a trovare in Irpinia privati ed enti pubblici in seguito alla ricostruzione post-terremoto; come a dire che gli investimenti immobiliari sono già stati fatti.

Gli investimenti previsti, a prescindere dai cofinanziamenti pubblici e privati (peraltro in molti casi già concretizzati), assommano a circa due miliardi; essi sono localizzati nei già citati sette comuni desanctisiani e si dividono sostanzialmente a metà tra investimenti strutturali ed investimenti promozionali/culturali.

Tra i primi sono stati pianificati:

- allestimento di una sede del Parco con Centro di accoglienza e foresteria;

- creazione di piccoli villaggi-vacanza mediante recupero e sistemazione di prefabbricati resisi disponibili col dopo-terremoto;

- ripristino di antichi sentieri nei boschi e lungo sorgenti e corsi d’acqua;

- creazione di un maneggio di cavalli con carrozze d’epoca che ripercorrano il viaggio elettorale del De Sanctis, allestimento di un ostello e di un caffé letterario in sedi storiche;

- potenziamento di strutture museali ispirate al De Sanctis, agli scavi archeologici condotti in Alta Irpinia, alle tradizioni popolari.

Tra gli investimenti di tipo promozionale/culturale figurano invece:

  • istituzione di un certamen e di borse di studio desanctisiani;
  • seminari di studi post-universitari;
  • - "viaggi sentimentali" nel Parco;
  • - corsi di tecniche della narrazione;
  • - incontri di lettura, cene letterarie e incontri conviviali;
  • - rassegna di teatro dialettale;
  • - manifestazioni sulle danze popolari e sulla musica innovativa…

Volendo fornire una sintetica visione d’insieme sull’intero progetto più che sull’analisi dettagliata di ciascuna delle suddette iniziative, è opportuno spendere qualche parola sulle problematiche economiche ed organizzative che il Comitato promotore si è trovato ad affrontare.

Intanto va chiarito che ciascuna area di attività deve quanto prima, possibilmente entro due anni, divenire auto-sostenibile in termini economici; in altre parole, in funzione dell’investimento iniziale, dei coefficienti di ammortamento corrispondenti alle varie voci (opere, impianti, arredi...), della stima di domanda annua e dei prezzi di offerta è stato costruito un vero e proprio "business-case" nel quale i conseguenti costi e ricavi portano comunque ad un utile netto di esercizio. Questa metodologia, che consente di valutare ogni singola iniziativa, se perseguita e realizzata, riduce il rischio di impresa: sarà infatti più facile partire con le attività che promettono i ritorni più alti e gestire con le dovute cautele e nel momento opportuno quelle che appaiono con alte esposizioni.

Per esempio, una delle attività con cui conviene avviare il Parco Letterario F. De Sanctis, viste le caratteristiche del personaggio, è quella del turismo scolastico. In questo caso l’offerta deve prevedere non solo la visita alla casa natale ed alle memorie desanctisiane ma anche almeno un pernottamento che consenta altre escursioni; deve quindi essere articolata su un minimo di due giorni: è il tempo indispensabile perché domanda ed offerta risultino entrambe soddisfatte nelle reciproche aspettative. Ciò significa che l’offerta deve essere proposta alla potenziale utenza mediante un pacchetto omnicomprensivo in cui siano ben chiari e predefiniti costi e servizi pro-capite: l’acquisizione degli ordini (prenotazioni di visite delle scolaresche) corrisponde in cascata ad una serie di prenotazioni di sub-forniture (ristorante, hotel, museo, guida...).

Se la pianificazione delle attività in termini organizzativi ed economici presenta i consueti livelli di difficoltà, non è ancora chiara la risposta dell’investitore privato all’opportunità rappresentata dal progetto Parco.

L’ambiente irpino non ha molta familiarità con l’iniziativa imprenditoriale, tanto meno se coordinata in contesti più ampi. È ancora troppo forte il mito dell’assistenza e dell’intervento pubblico: il desiderio più ambìto non è quello della responsabilizzazione diretta mediante l’assunzione del rischio imprenditoriale ma quello dell’impiego pubblico sublimato quasi in una sorta di pensione ante litteram (reddito certo, nessun padrone che controlli il lavoro, nessuna misurazione per obiettivo...).

In ultima analisi non basta trovare, e spesso costruire, le necessarie professionalità ed esperienze ma occorre affrontare soprattutto un problema di atteggiamento, di mentalità. È su questo piano che si misurerà la realizzabilità ed il successo del progetto Parco; ma deve essere chiaro a tutti che esso rappresenta per l’Alta Irpinia una grande opportunità e che sarebbe un peccato non utilizzarla per tutte le possibilità che offre: potrebbe essere la grande occasione perduta.

 

Celestino Grassi