Nel mese di marzo 1999 si sono concluse le attività didattiche relative ai due corsi di Formazione Professionale, "Animatori Turistici" e "Guide Turistiche ai Beni Culturali"
L’ultima fase del corso per Animatori Turistici è stata caratterizzata dallo stage svoltosi a Santa Cristina di Gubbio (PG) presso la "Libera Università di Alcatraz". Tale esperienza ha consentito agli allievi di entrare in contatto diretto con una realtà turistica rurale molto interessante, e nella quale erano riscontrabili numerose analogie con il territorio in cui gli Animatori Turistici appena formati si dovrebbero trovare ad operare.
Nell’ultima fase del corso per Guide Turistiche ai Beni Culturali si sono svolte numerose visite guidate, sia ai luoghi più significativi ed interessanti del territorio di riferimento, sia in località con una tradizione turistica consolidata (quali aree archeologiche, compresa quella di Pompei), sia presso centri "minori" e musei della cultura materiale.

Una esperienza formativa "pratica", per gli allievi del corso, è stata l’elaborazione di una mappa del territorio di riferimento del Piano di Azione Locale, nella quale sono stati evidenziati i luoghi che, dalla lettura/analisi del territorio, condotta facendo riferimento a strumenti e metodi acquisiti nel corso di svolgimento di vari moduli didattici, sono risultati particolarmente interessanti. Questo lavoro è stato in parte svolto presso l’ufficio di Piano del G.A.L., dove si stava contestualmente coordinando il lavoro di imposta- zione della segnaletica ambientale dell’area Leader. Questa ed altre, sono state occasioni di coinvolgimento degli allievi del corso all’interno del contesto generale in cui la loro esperienza formativa si andava svolgendo. L’obiettivo, a nostro parere raggiunto, è stato quello di integrare tra loro il più possibile le azioni che avessero analoghe finalità, e soprattutto di evitare che il percorso della Formazione Professionale fosse vissuto da parte degli allievi come esperienza ed attività a sé stante, avulsa dal contesto di promozione dello sviluppo che è alla base di tutta l’attività del G.A.L.

Agli allievi di entrambi i corsi sono state inoltre fornite le informazioni essenziali circa le diverse opportunità di creazione di impresa, sia quelle esistenti sia quelle che potranno crearsi

in questo territorio, proprio in virtù dell’azione LEADER, in modo da sollecitarli ad intraprendere iniziative che possano valorizzare al massimo le competenze acquisite durante la fase di formazione. 

 Ristorante-museo di Rocca S. Felice

L’attuazione del progetto del ristornate-museo di Rocca S. Felice, cioè la prima delle azioni "materiali" previste dal Piano, ha visto realizzarsi una fase importante con la pubblicazione del bando per una prima "gara di prequalificazione", volta a selezionare i soggetti che avessero le caratteristiche per potere partecipare alla successiva gara per la concessione temporanea dell’immobile scelto, e all’interno del quale svolgere le attività previste. Queste ultime, nello stesso bando di pre- qualificazione, sono state espressamente indicate come segue:

1. ristorazione con piatti tipici locali elaborati essenzialmente con prodotti locali;

2. esposizione e vendita al minuto di prodotti tipici locali;

3. raccolta, sistematizza- zione e divulgazione di un ricettario tipico;

4. raccolta ed esposizione di attrezzature e strumenti della tradizione alimentare locale;

5. guardania e gestione delle presenze nel museo civico di Rocca S. Felice.

6. promozione delle attività connesse al P.A.L..

Prima della pubblicazione del bando di prequalificazio- ne, per verificare la pratica- bilità dell’ipotesi formulata dal G.A.L. e dall’Amministrazione Comunale di Rocca S. Felice, che congiuntamente avevano prescelto l’immobile in questione, è stato redatto un progetto preliminare comprensivo di quadro economico, sottoposto all’approvazione del G.A.L.
Con il progetto architettoni co sono stati stabiliti gli interventi di adeguamento e di arredo e sistemazione che dovranno necessariamente essere realizzati da parte dell’aggiu- dicatario dell’assegnazione temporanea.
Alcune ipotesi formulate nel progetto preliminare, in particolare la realizzazione di una scala interna di collegamento tra gli spazi destinati al ristorante e quelli destinati a sede di esposizione e commercializ- zazione di prodotti alimentari ed artigianali, sono subordinate ad una verifica in sede di progetto esecutivo.
Gli interventi da ritenersi necessari, e già precisamente indicati e localizzati nel progetto preliminare, riguardano:

·         la realizzazione di un montavivande tra i due diversi livelli di ubicazione della cucina e delle sale da pranzo

·         la realizzazione di una scala di larghezza adeguata, che sostituisca una scala a chiocciola esistente

·         la realizzazione di un camino che determini una separazione tra l’ingresso ed il locale sottostante

·         piccoli interventi sull’impianto elettrico, sull’impianto idrico (che deve essere adeguato alla nuova destinazione dei locali) e sull’impianto di riscaldamento.

Nodi della rete turistica Leader

Per ciò che riguarda gli altri nodi della prevista rete turistica Leader, si è conclusa la fase di inventario delle "emergenze" minori, e si sta procedendo alla loro informatizzazione, alla redazione e pubblicazione del catalogo vero e proprio, alla redazione dello studio di fattibilità.
L’operazione di catalogazione ha per oggetto gli elementi suscettibili di valorizzazione non perché considerati "mo- numentali", ma in quanto testimonianze di una civiltà e di una cultura e, allo stesso tempo, conservati in uno stato che non richieda grandi interventi di ristrutturazione o di adegua- mento. Del resto, la scelta "aprioristica", e quindi precedente alla ricerca ed alla catalogazione, di un edificio situato nel borgo medioevale di Rocca S. Felice da destinare a ristorante-museo e quindi a primo nodo della rete turistica, ha voluto anche porsi come linea-guida e modello di riferimento circa le caratteristiche che dovranno avere anche gli altri nodi. Mentre, infatti, risulta persino scontata l’indivi- duazione di siti ed edifici "prestigiosi" quali il castello di Torella dei Lombardi o il castello di Bisaccia, nei quali localizzare attività sia sporadiche (convegni, incontri, ecc.) che stabili (ufficio turistico), non può essere altrettanto immediata l’individuazione di altri luoghi, più strettamente legati alla civiltà e all’ambiente rurale, per i quali occorre una ricerca attenta e svolta sulla base di un’adesione precisa a quei principi che hanno riconosciuto la dignità di "bene culturale" anche all’architettura cosiddetta "minore" e ad ogni altra testimonianza di civiltà.

Si è scelto di focalizzare la ricerca soprattutto sull’edilizia rurale nei suoi aspetti più significativi, tralasciando quindi molte di quelle "emergenze" storiche e architettoniche già note e segnalate in altri studi e pubblicazioni.

Nella prima fase dell’indagine svolta sul campo - fase che possiamo definire "escursionistica" e che ha quindi fatto riferimento a fonti di conoscenza dirette - i manufatti sono stati individuati e fotografati. Successivamente, tra i manufatti fotografati sono stati selezionati quelli sui quali si rendeva necessaria la prosecuzione dell’indagine sul campo. Questa prima fase di ricerca basata su fonti dirette (l’escursione, la ricognizione sul campo, la fotografia) è stata integrata con l’acquisizione di informazioni riguardanti, in particolare, l’ubicazione di mulini ad acqua e fontane, informazioni provenienti in gran parte dall’"archivio" di conoscenza del territorio rurale della Federazione Provinciale dei Coltivatori Diretti.
I manufatti su cui focalizzare l’attività di schedatura vera e propria sono stati selezionati in base a criteri che tenessero conto soprattutto delle loro caratteristiche di rappresenta- tività, del loro stato di conservazione, della qualità edilizia.
Si evidenziano, in particolare, alcuni elementi che si caratterizzano per la loro eccezionalità: una masseria fortificata, in territorio di Lacedonia, un ovile a esedra a Calitri. Si tratta di esempi piuttosto rari, di tipolo- gie non diffuse sul territorio, a differenza delle altre costruzioni rurali, delle fontane e degli abbeveratoi in muratura, ecc.

Per recepire ulteriori suggerimenti ed ulteriori indicazioni circa la presenza di edifici e di siti di particolare interesse ai fini della realizzazione della rete turistica, è stato pubblicato un avviso pubblico. L’iniziativa fa riferimento alla prevista Attività B.3.5., e tende a coinvolgere attivamente la popolazione, sollecitandola a formulare "manifestazioni di interesse" nei confronti dell’attività stessa. Nell’avviso pubblico si è fatto preciso riferimento all’obiettivo dell’iniziativa, che è quello di realizzare interventi parziali di adeguamento e/o di ristrutturazione di edifici, nonché di riqualificazione di alcuni siti di interesse ambientale di cui si intende garantire, in particolare, l’accessibilità. Affinché fosse chiaro il concetto di "nodo della rete turistica", sono state inoltre esplicitamente dichiarate le funzioni cui dovranno essere destinati tali edifici e siti, e cioè quelle di luoghi di sosta e di accoglienza, sedi di esposizione e distribuzione di prodotti locali, sedi di divulgazione di informazioni, sedi di eventi di interesse culturale, artistico e ricreativo.

Il sistema di segnaletica ambientale

Con il progetto esecutivo di segnaletica ambientale sono stati definiti segnali, colori e simboli grafici che caratterizzeranno i luoghi ed attività dell’intera area Leader, a partire dalla stessa "immagine simbolo" dell’area.
Sono state definite le diverse tipologie dei cartelli, e sono stati inoltre progettati alcuni cartelli "speciali", destinati a caratterizzare luoghi particolarmente rappresentativi. Si tratta di una sorta di "totem" in legno - di cui sono stati realizzati i modelli - ai quali saranno applicati i cartelli segnaletici veri e propri.
I primi cartelli segnaletici realizzati ed installati sono quelli (direzionali e di localizzazione) relativi alla sede stessa del G.A.L., ai Comuni compresi nell’"area Leader", allo Sportello Informaimprese attivato a Lacedonia.