Tullio Taffuri - Franco Canale

L'obiettivo principale cui tendono i progetti che realizzo è di "far vedere il territorio". Essi si configurano pertanto come processi più che come prodotti e necessitano più di accompagnatori che di "autori". Sono convinto che dobbiamo, con il nostro lavoro, mirare a far emergere la frattura esistente tra i confini naturali e i confini politici del territorio e che dobbiamo favorire un'idea sociale che porti alla creazione di insediamenti-pilota, piccoli e decentrati (una bioregione, una stessa area LEADER…), che abbiano la possibilità di
svilupparsi in maniera armonica e credibile. L'unica vera alternativa alla globalizzazione e al nazionalismo dei piccoli e grandi stati-nazione è quella di riiniziare a pensare al posto in cui viviamo in termini ecologici, di ridiventare nativi del posto. Il nostro compito è indicato nella frase finale del Candido di Voltaire: "lasciateci coltivare il nostro giardino".
L'esperienza in questo campo è assai più ampia di quella che appare sulle storie ufficiali. Per dare qualche riferimento potrei citare il movimento delle Arts and Crafts di Morris, Fourier, Kropotkin, Geddes, il libro "Villaggio e autonomia" di Gandhi, il progetto di Broadacre City di F.B. Wright, le comuni tolstoiane e le comuni hippies degli anni '60, le architetture di De Carlo, il bioregionalismo.
Venendo al progetto per la segnaletica ambientale dell'area LEADER, al quale sto lavorando con Franco Canale, esso si articolerà: 1) nella redazione di tre carte tematiche (collegamenti, natura, ambiente/cultura) in quanto riteniamo il processo di analisi paesaggistica alla base di qualsiasi operazione di intervento sul territorio; 2) nel progetto esecutivo riguardante la tipologia dei cartelli di localizzazione e dei percorsi e nello studio di una immagine-simbolo dell'area LEADER; 3) nella stesura di un capitolato tecnico.
Il progetto e le forme che ne deriveranno cercheranno di creare strutture spaziali flessibili, non finite, aperte alla partecipazione attiva dell'utente, organicamente innervate nel paesaggio.
Nel trattare spazi e volumi, pertanto, l'interesse, più che sulla loro epidermide, si polarizzerà sul loro scheletro strutturale. L'uso del legno e tecnologie appropriate favoriranno l'inserimento delle opere nell'ambiente e nei luoghi dell'Area.
Tullio Taffuri - Architetto

 

 

Nell'ambito delle iniziative del C.I.L.S.I. è in fase di realizzazione un progetto di segnaletica ambientale. Il progetto si basa su un sistema di organizzazione dell'informazione, finalizzato all'uso turistico del territorio.
Da un'indagine preliminare sull'area, sono state individuate una serie di voci di informazione che consentono una lettura dettagliata dell'offerta dell'area per ciò che riguarda le caratteristiche ambientali suddivise in tre gruppi di categorie:
- Storia e cultura;
- Natura e ambiente;
- Viabilità e percorribilità.
Verranno elaborate delle mappe tematiche, su cui saranno indicate le localizzazioni di tutte le emergenze ambientali. Queste permetteranno una lettura immediata e coordinata dell'offerta turistico/ambientale dell'area in questione.
Il progetto si sviluppa, inoltre, nella realizzazione di una simbologia coordinata, che visualizzerà tutte le voci di informazione individuate.
L'individuazione di una simbologia, oltre a costituire un sistema di visualizzazione e di semplificazione per la rappresentazione dell'offerta turistica, costituirà la base per la realizzazione della segnaletica, che verrà distribuita sul territorio.
Obiettivo del progetto sarà, quindi, di dotare l'area di un sistema di segnaletica direzionale, di localizzazione e di informazione, che, opportunamente distribuita, permetterà una migliore e più
efficiente fruizione dei beni storici ed ambientali, non solo per il turista, ma anche per gli stessi abitanti dei comuni dell'Alto Ofanto.
Franco Canale – Grafico