Leader Plus

 

         

 

LEADER PLUS è l'Iniziativa Comunitaria in favore dello sviluppo rurale, uno strumento prezioso per agevolare lo scambio delle esperienze, stimolare la cooperazione in Italia e con il resto d'Europa e accrescere le informazioni e gli insegnamenti in materia di sviluppo territoriale.

Una delle sette aree LEADER individuate dalla Regione Campania è la "Macroarea C".

In questo ambito territoriale opera il GAL Verde Irpinia - ATI, la cui struttura e sede operativa è coordinata dal GAL CILSI (socio mandante dell'ATI). L'area di intervento del PSL "Terre d'Irpinia - Villaggi delle Fonti" comprende 46 comuni ricadenti nei confini amministrativi delle Comunità Montane dell’Alta Irpinia, del Termino Cervialto, dell’Ufita e occupa quasi interamente la regione sud-orientale della provincia di Avellino, al confine con Puglia e Basilicata.

La “Verde Irpinia”, terra di Francesco De Sanctis, cantata da Virgilio ed Orazio, descritta da poeti e viaggiatori, naturale cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico, ha presentato fin dai tempi più remoti una viabilità volta a collegare le due regioni costiere.

La rete viaria è particolarmente articolata. I collegamenti con il capoluogo irpino e con le regioni confinanti sono assicurati da tre importanti assi stradali: l’autostrada A16 Napoli-Bari, l’Ofantina Bis e la statale che, attraverso il valico appenninico di Sella di Conza e con l’asse Lioni-Contursi, collega all’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.

Si tratta di un’area, compresa tra la valle dell’Ufita, l’alto piano del Formicoso e i Monti Picentini, ricca di corsi d’acqua, di risorse naturali e storico-artistiche (siti di interesse archeologico e storico); di produzioni artigianali di grande qualità (legno, ferro, pietra, ceramica); di interessanti tradizioni popolari (feste, fiere, danze, musiche, arte culinaria).

Questo territorio ha restituito testimonianze, sia pure sporadiche, della presenza umana fin dall’età del Paleolitico, del Neolitico e dell’Eneolitico; del culto dell’incinerazione tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro; della fase Protovillanoviana e della “cultura delle tombe a fossa” (fossakultur) lungo la via di collegamento della Campania meridionale con la Daunia e l’Adriatico, attraverso le valli del Sele e dell’Ofanto.

Come tutta la Campania preromana, ad eccezione di PartenopeNeapolis ed Elea, questa parte interna della regione fu abitata dai Sanniti. La tribù sannita che le diede il nome e che lasciò testimonianze ricche di suggestioni mitologiche, fu quella degli Irpini.

I centri abitati sono ubicati per la maggior parte sulla sommità dei rilievi e collegati tra loro da una rete di strade, spesso di cresta, secondo un’organizzazione territoriale tipica dell’Appennino Meridionale. Essi conservano gli elementi tipici dell’organizzazione territoriale feudale, caratterizzata dal sorgere di borghi intorno a due poli, quello laico del castello e quello religioso del monastero e portano i segni della civiltà rinascimentale e barocca.

Il territorio è caratterizzato, altresì, dal fatto di mostrare importanti vocazioni ed attività in campo agricolo con produzioni di pregio: dal vino all’olio, ai formaggi, ai salumi, alle castagne, al miele i prodotti di questa terra possono parlare al mondo della sua storia antica, delle sue zolle nere e delle sfumature indicibili dei boschi d’autunno, dei sapori e degli odori pungenti, delle nebbie e dell’azzurro sconfinato del suo cielo.